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Diffusione di foto e video da parte di esercenti le professioni sanitarie

In data 29 marzo u.s. il Ministero della salute ha trasmesso ad alcune Federazioni Nazionali degli Ordini e dei Collegi una nota (allegata) con la quale si evidenziava la problematica in merito alla pubblicazione di fotografie e selfies sui social networks scattate da parte di professionisti sanitari durante l’esercizio della propria attività lavorativa.
Condividendo pienamente le considerazioni espresse dal Ministero si rammenta che l’infermiere è tenuto a rispettare la normativa di cui al D.Lvo 196/20013 relativa al Codice in materia dei dati personali (Privacy). Si sottolinea altresì che il Codice deontologico dell’infermiere, in vari articoli, dispone il rispetto dei diritti del paziente anche in quanto persona con particolare riferimento alla tutela della riservatezza e della dignità dell’individuo.
Nella certezza che i comportamenti su descritti coinvolgono un numero minimo di professionisti infermieri a fronte di una maggioranza che svolge giornalmente, con capacità e competenza, il proprio lavoro, si pregano i Collegi in indirizzo a rendere nota agli iscritti la problematica evidenziata e a vigilare sul rispetto della deontologia professionale.
Cordiali saluti.
La presidente
Barbara Mangiacavalli

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Nuovo Codice Deontologico dell'infermiere: al via la consultazione pubblica tra gli iscritti

Da lunedì 6 febbraio è partIta la consultazione pubblica sul testo della prima stesura del nuovo Codice deontologico dell’infermiere elaborato dalla Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi.

La consultazione avrà la durata di tre mesi e si chiuderà il 30 aprile 2017.

Durante questo periodo ogni infermiere iscritto all’albo potrà, con le sue credenziali, accedere all’area appositamente predisposta e proporre correzioni, modifiche e integrazioni all’articolato della prima stesura del nuovo Codice deontologico.
Quanto proposto da ognuno sarà raccolto dal Collegio di appartenenza e formalizzato in una proposta complessiva che deve pervenire alla Federazione entro il 31 maggio 2017.
Le Associazioni infermieristiche e dei cittadini riceveranno le modalità di partecipazio-ne alla consultazione pubblica con un’informativa successiva e potranno formalizzare le loro osservazioni a partire dal 1° marzo e fino al 31 maggio 2017.
Al termine della consultazione, il Comitato Centrale analizzerà e tratterà le osservazioni ricevute.
 
Come accedere alla consultazione
Ogni iscritto al Collegio Provinciale, attraverso il link “Consultazione nuovo Codice deontologico” presente all’interno della Intranet dell’Albo Unico Nazionale, potrà collegarsi all’applicazione per la consultazione del nuovo Codice deontologico e inserire un commento per ogni Capo e articolo, oltre a un commento generale.
Tutti i commenti una volta inseriti e confermati non saranno più modificabili ma solo consultabili dall’iscritto stesso.
Il link all’area riservata dell’Albo Unico Nazionale, dove sarà presente l’applicazione per la consultazione del nuovo Codice deontologico, è raggiungibile dal portale istituzionale della Federazione Nazionale (www.ipasvi.it) nella specifica sezione "Comunica online con il tuo Collegio". Per praticità è riportato di seguito il link diretto per la registrazione/accesso: http://albo.ipasvi.it/intranet/.
 
La registrazione alla Intranet, qualora non si sia già registrati, è obbligatoria.
 
Fonte: FNC

Nasce in Cardiologia a Piacenza l’ambulatorio di educazione terapeutica e prevenzione

I primi pazienti dimessi dalla Cardiologia dell’ospedale piacentino che verranno seguiti con un programma di prevenzione ed educazione mirato ad evitare la recidiva dell’evento acuto, verranno a contatto con i professionisti della salute nel nuovo Ambulatorio dedicato all’attività di educazione sanitaria il giorno 7 aprile del 2017.La presa in carico dei pazienti avviene durante il ricovero da parte degli infermieri dell'Unità Coronarica e della Cardiologia.

L’attività, coordinata da Ursula Corvi è promossa dagli infermieri Maria Tansini, Tiziana Auletta e Gianluca Lisè, che formati dai Luoghi di Prevenzione di Reggio Emilia seguiranno fino ad un anno dalla dimissione i pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio.

La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille (dati Istat) e in Azienda USL di Piacenza i dati riferiti all’anno 2015 rilevano n° 204 pazienti dimessi con diagnosi di STEMI.

In merito all’ organizzazione dell’assistenza post-sindrome coronarica acuta, prevista dal Piano della Prevenzione Regione Emilia Romagna 2015-2018, in prossimità della dimissione, viene garantito dagli infermieri della Cardiologia, un counselling pre-dimissione rivolto alla presa in carico del paziente e proposto un percorso assistenziale rivolto al cambiamento degli stili di vita e alla modifica dei fattori di rischio cardiovascolare: fumo, ipertensione arteriosa, dislipidemia, obesità, diabete, sedentarietà, stress, secondo l’approccio motivazionale e strutturato in appuntamenti in follow-up previsti in concomitanza della visite mediche.

Il follow-up sarà cosi organizzato:

  • a 1 mese incontro individuale per il controllo dei parametri clinici, interventi educativi generali sui fattori di rischio con individuazione degli obiettivi di salute, verifica della aderenza alla prescrizione farmacologica;
  • a 3 e 9 mesi chiamata telefonica al paziente per la verifica dello stato clinico del paziente, degli obiettivi di salute individuati durante l’incontro a 1 mese rispetto ai fattori di rischio e di eventuali problematiche/chiarimenti riguardo all’iter di cura in generale con eventuale indirizzamento ai servizi proposti e eventuale segnalazione al cardiologo dei casi problematici;
  • a 6 e a12 mesi incontro individuale speculare a quello ad 1 mese e sempre in concomitanza della visita medica e verifica del raggiungimento dell’obiettivo di salute con eventuale indirizzamento ai servizi preposti.

L’apertura dell’ambulatorio è un importante esempio di continuità assistenziale intesa come sistema integrato di accompagnamento del malato nelle sue diverse fasi del bisogno.

Gli infermieri che sosterranno l’ambulatorio, esprimeranno al meglio la funzione di case management, intesa come governo dell’intero processo assistenziale e garanzia di un’assistenza personalizzata che favorisce la massima autonomia residua possibile ai pazienti.

 

Mangiacavalli su 118 a Bologna

13 MAR - “Sta assumendo toni davvero preoccupanti la per la programmazione e la gestione della sanità regionale e per la qualità del servizio erogato, finora ad altissimi livelli, la scelta dell’Ordine dei medi ci di Bologna di sanzionare con la sospensione di qualunque medico, qualunque ruolo esso svolga, che renda possibile la presenza sui mezzi di soccorso di infermieri, sia pure in stretto collegamento e  in rete con i medici del 118.

Questo contraddicendo non solo modelli ormai riconosciuti in molte altre Regioni efficienti, ma anche in dispregio della delibera dell’Emilia-Romagna che ha stabilito la possibilità d’impiego degli infermieri in funzioni sanitarie ‘avanzate’ nell’ emergenza-urgenza sanitaria, con protocolli estremamente dettagliati, senza invasioni di campo rispetto alle competenze dei medici, ai quali spetterà l’ultima parola nel caso in cui si presentassero interventi complessi o con margini di dubbio”.

Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale della Federazione nazionale dei Collegi degli infermieri Ipasvi, interviene sull’ennesimo attacco al 118 bolognese da parte dell’Ordine dei medici che ha sospeso per 6 mesi il direttore sanitario  dell’azienda Usl Angelo Fioritti, per aver ”istigato l'esercizio abusivo della professione medica”. Il riferimento è rivolto all'attività  degli infermieri che secondo l'ordine felsineo è svolta in violazione  del codice deontologico medico.
“Nel manifestare  piena solidarietà ad Angelo Fioritti – afferma Mangiacavalli – la Federazione Ipasvi esprime grande preoccupazione in quanto viene messa in discussione la professionalità degli infermieri e l'organizzazione dell'emergenza sanitaria regionale. Il messaggio dell’Omceo di Bologna non configura più un modo per ‘scuotere’ la Regione e il mondo sanitario come finora affermato, ma si sta trasformando in una vera e propria spada di Damocle che pende sulla testa di chi segue le linee di programmazione e di organizzazione ormai universalmente riconosciute e adottate in molte realtà internazionali e, per guardare al nostro Paese, anche nella vicina Lombardia. Il tutto senza minacce o che si scatenino guerre intestine ”.
“Riteniamo – conclude Mangiacavalli – che sia il momento di un intervento a largo raggio delle istituzioni: ogni Ordine è sovrano nelle sue scelte è vero, ma è anche vero che è ormai in ballo la carriera e in buon nome di professionisti eccellenti per ragioni davvero lontane dalla loro reale professionalità”.
Fonte: QS

 

Assistenza territoriale: medici e infermieri insieme all'Agenas per riorganizzarla

10/03/2017 - Si è svolto presso la sede di Agenas un incontro con Simg, Ipasvi, Sumai-Assoprof, Fimmg e CARD per avviare una discussione sulla riorganizzazione della medicina territoriale

Insieme per la prima volta per avviare una discussione sulla riorganizzazione della medicina territoriale.

Si è svolto presso la sede di Agenas un incontro con Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione nazionale dei Collegi - Ipasvi, Antonio Magi, Segretario generale del sindacato degli specialisti ambulatoriali del Sumai-Assoprof, Silvestro Scotti, Segretario nazionale della Fimmg e Gennaro Volpe, vice presidente della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto-CARD.

Un confronto reso necessario dalle indicazioni del DM 70/2015 che assegnano all’Agenzia la funzione di coordinamento nel processo di revisione delle reti clinico-assistenziali che integrano l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale.

“È tempo di superare la dicotomia tra ospedale e territorio. – ha dichiarato il Direttore Generale di Agenas Francesco Bevere – Per fare questo è necessario un confronto costante sulle opinioni, sulle strategie e sulle esperienze tra i principali attori del sistema, protagonisti di questo cambiamento. Ringrazio tutti i partecipanti all’incontro per aver accettato l’invito a confrontarsi su un tema così dibattuto e che in molte circostanze ha raccolto posizioni divergenti. Continueremo su questa strada, convocando a breve i tavoli istituzionali previsti con i rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni e parallelamente quello con le Società scientifiche di settore e con le Associazioni dei cittadini per dare concreto avvio a quanto previsto dal DM 70 e per approfondire il tema dell’aderenza alle cure territoriali, a nuovi modelli organizzativi, a specifici indicatori di performance, nonché alla identificazione degli esiti delle cure svolte dai professionisti impegnati sul territorio. L’unanimità di intenti manifestata oggi dai presenti è certamente un ottimo inizio”.
Fonte: FNC