Pubblicato il 18/10/2018

Emilia Romagna: no degli OPI al deferimento dell’assessore da parte dell’Omceo

I media hanno riportato che l'Assessore Regionale della Sanità della Emilia Romagna è stato deferito in quanto medico alla Commissione disciplinare dell'ordine a causa del provvedimento regionale (delibera n. 508 del 11 Aprile 2016) che regolamenta il sistema di emergenza ed urgenza ed il ruolo del personale sanitario. 

Il Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Regione Emilia Romagna esprime grande disappunto e contrarietà per quanto accaduto. 

L'utilizzo dell'Ordine e del provvedimento disciplinare per colpire un Assessore che in questo caso è un medico, è un metodo inaccettabile per contrastare le scelte sanitarie della nostra regione: non viene contrastato l'atto organizzativo nei luoghi opportuni ma viene perseguito l'uomo politico. Il sistema di emergenza urgenza adottato da anni e migliorato anche a seguito del provvedimento assunto, ha valorizzato tutto il personale coinvolto e gli infermieri hanno potuto esprimere la competenza e professionalità di cui sono in possesso. 

Questo servizio è uno orgoglio della Sanità Emilia Romagna e lo sanno bene i cittadini che lo utilizzano lasciando numerosi ringraziamenti. 

L'approccio multiprofessionale nel rispetto delle norme e delle varie competenze dei medici, degli infermieri e degli altri operatori è alla base dei risultati raggiunti. Il coordinamento degli OPI dell’Emilia Romagna auspica che questa vicenda si concluda senza ripercussioni negative per i professionisti, per lo stesso assessore che ha saputo cogliere nella delibera il vero senso della nuova multidisciplinarità necessaria a gestire il sistema sanitario e soprattutto per la collettività. 

Sandro Arnofi 
Presidente Coordinamento regionale OPI Emilia Romagna

Pubblicato il 16/10/2018

FNOPI: stop all'uso improprio dei social. Ecco il pronunciamento del Consiglio Nazionale

I 102 presidenti degli Ordini provinciali riuniti nel Consiglio nazionale hanno sottoscritto un documento sulla condotta dei loro iscritti sui social: ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito: la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social.  

 

http://www.fnopi.it/attualita/fnopi-stop-all-uso-improprio-dei-social-ecco-il-pronunciamento-del-consiglio-nazionale-id2484.htm

Pubblicato il 20/09/2018

MASTER UNIVERSITARI DI I LIVELLO

Master Universitari istituiti per l'a.a. 2018/2019 presso Università di Parma

Il Master in cronicità si terrà presso la sede Universitaria di Piacenza
 

Pubblicato il 20/09/2018

MASTER UNIVERSITARI DI II LIVELLO

Pubblicato il 17/09/2018

La carenza di infermieri Regione per Regione nel Ssn. FNOPI: “Correre ai ripari”

Anche l’Oms nel documento sull’Italia predisposto per la sua 68esima Assemblea generale in svolgimento in questi giorni a Roma sottolinea che percentualmente ci sono molti medici (rispetto al numero di abitanti), ma pochi infermieri (rispetto al numero di medici)

Gli infermieri impiegati nel Ssn sono carenti in tutta Italia,  dove il rapporto con i medici invece di essere di uno a tre come indicato a livello internazionale, crolla a volte fino a sfiorare la parità (1:1), non garantendo un adeguato impegno assistenziale: in questo senso ne mancano oltre 53mila. 

http://www.fnopi.it/attualita/la-carenza-di-infermieri-regione-per-regione-nel-ssn-fnopi-ldquo-correre-ai-ripari-rdquo--id2459.htm

Pubblicato il 12/09/2018

FNOPI: ecco le linee di azione della Federazione sul fenomeno demansionamento

Primo posizionamento della Federazione nazionale infermieri sul demansionamento. La FNOPI si impegna a considerare il demansionamento come un tema costante nella sua agenda di confronto, analisi e proposte su più livelli anche per individuare forme concrete di intervento. L'argomento sarà inserito negli Osservatori, gruppi di lavoro e Cabina di regia, perché ognuno contribuisca ad analizzare il fenomeno, per proseguire presso gli OPI e attraverso loro negli Atenei e Aziende

http://www.fnopi.it/attualita/fnopi-ecco-le-linee-di-azione-della-federazione-sul-fenomeno-demansionamento-id2454.htm

Pubblicato il 07/09/2018

Carenza infermieri: ne mancano oltre 50mila. Rischio servizi in calo e mortalità in aumento

 La FNOPI ha chiesto ufficialmente un tavolo di confronto sulle carenze di personale infermieristico al ministro della Salute e alle Regioni, per studiare come  modificare la composizione del personale nel quadro di invarianza delle risorse e per la tutela della salute dei cittadini

Se ogni infermiere assistesse al massimo 6 pazienti, sarebbero evitabili almeno 3.500 morti l’anno

http://www.fnopi.it/attualita/carenza-infermieri-ne-mancano-oltre-50mila-rischio-servizi-in-calo-e-mortalit--in-aumento-id2456.htm

Pubblicato il 07/09/2018

BANDO CONCORSO INFERMIERE

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 71 del 7 settembre 2018 è pubblicato l’estratto del bando di concorso per CPS – INFERMIERE, indetto in forma congiunta tra l’AUSL di Piacenza, l’AUSL di Reggio Emilia e le Aziende Sanitarie della Provincia di Modena e quelle della Provincia di Parma. Il bando in formato integrale è pubblicato sui siti internet delle aziende interessate ed è allegato alla presente.

La presentazione delle domande può essere fatta solo on-line collegandosi al sito https://aven-concorsi.cineca.it

Il termine per presentare le domande scadrà inderogabilmente il prossimo 8 ottobre alle ore 12.

Pubblicato il 03/09/2018

Assunzione infermieri in Svizzera e Germania: attenzione alle truffe!

A lanciare l’allarme l’Associazione Nazionale Infermieri e Professionisti della Salute esperti di Formazione e di Informazione (Assocare) sulla base di alcune segnalazioni. “Sono arrivata in una grande città tedesca”, racconta Barbara. Assunta in Chirurgia della Mano, “mi sono accorta che in Germania gli Infermieri hanno compiti che in Italia corrispondono agli assistenti di base o agli Oss”

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=65096&fr=n

Pubblicato il 03/09/2018

Disturbi dell’alimentazione. Arriva il ‘Codice Lilla’ in Pronto soccorso. Dal Ministero della Salute anche una nuova guida per le famiglie

Due nuove raccomandazioni sul trattamento dei disturbi alimentari. Il primo documento riguarda il triage in Pronto soccorso dov’è prevista l’istituzione di un percorso ad hoc denominato ‘Codice Lilla’. In un secondo documento sono invece fissate le nuove raccomandazioni per i familiari.

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=65033&fr=n

Pubblicato il 03/09/2018

13 Forum risk management

Dal 27 al 30 novembre 2018 si terrà a Firenze (Fortezza da Basso) il 13° Forum Risk Management in Sanità.

L’evento è da tredici anni il più importante momento di incontro e confronto della comunità di professionisti sanitari, società scientifiche, esperti, dirigenti delle Regioni e delle Aziende Sanitarie, per rispondere di più e meglio ai bisogni di salute del cittadino.

Quest’anno è il 40° anniversario dell’istituzione del Sistema Sanitario Nazionale ed il Forum si propone anche come occasione e punto di riferimento di tutti gli attori del Sistema Sanitario Nazionale per riflettere su come riformare il sistema per renderlo più capace di rispondere ai bisogni di cura e di assistenza.

https://www.forumriskmanagement.it/

Pubblicato il 26/08/2018

Miur: al via le iscrizioni per i corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie

Con il Decreto dell’ 8 agosto scorso il ministero dell'Istruzione (Miur) ha reso noto il numero dei posti da mettere a bando per le 5 classi di laurea magistrale delle 22 professioni sanitarie, per un totale di 2.599 posti, su cui l’esame di ammissione è previsto per il 26 ottobre prossimo.

 

Fonte: Il sole 24 Ore Sanità

 

Pubblicato il 26/08/2018

Test di ammissione a Infermieristica, sarà il 12 settembre: 308 posti in più disponibili

Pubblicato il 03/08/2018

Anziani e caldo. Arriva il decalogo di Federanziani per fronteggiare il termometro bollente

Non uscire nelle ore calde, bere molti liquidi, pasti leggeri e mangiare tanta frutta. Sono solo alcune dei 10 suggerimenti che la Federazione propone alle persone anziane per fronteggiare le temperature bollenti che stanno investendo il nostro Paese in queste settimane estive. Messina: “Oggi 18 città da bollino rosso. Seguiamo tutti i consigli del decalogo salva-vita”

 

Fonte: Quotidiano Sanità

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Pubblicato il 17/07/2018

COMUNICAZIONE IMPORTANTE ENPAPI

In allegato Circolare inviata da ENPAPI ricordando ai Liberi professionisti che   il 10 settembre 2018 scade il termine per la presentazione del Modello UNI/2018 per la dichiarazione del reddito professionale e del volume d’affari prodotti nell’anno 2017, come previsto dall’art.7 del Regolamento di Previdenza dell’Ente.

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Pubblicato il 07/07/2018

Dopo 70 anni con gli infermieri gli assistenti sanitari passano dalla FNOPI alla FNO TSRM PSTRP

 I 5.264 assistenti sanitari iscritti finora alla Federazione degli infermieri (di cui 750 sono anche infermieri, hanno la doppia laurea), passano alla neo-formata Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione

http://www.fnopi.it/attualita/dopo-70-anni-con-gli-infermieri-gli-assistenti-sanitari-passano-dalla-fnopi-alla-fno-tsrm-pstrp-id2421.htm

Pubblicato il 05/07/2018

Il rapporto CREA Sanità

Performance Ssn: Nord eccellente, Sud critico. Ma su equità, esiti, appropriatezza, innovazione e situazione economico-finanziaria nessuno eccelle davvero.

Fonte: Quotidiano Sanità

 

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Pubblicato il 02/07/2018

Agenas: aperta la consultazione pubblica sul "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario"

 Il manuale fissa la disciplina nazionale ECM rivolta al professionista sanitario. Oltre al manuale sono disponibili tredici allegati dal trattamenti dei dati personali ai modelli per l'esonero/esenzione. La consultazione pubblica chiude il 25 luglio.

Il 25 giugno è stata aperta dall’Agenas la consultazione pubblica, disponibile on line al sito http://consultazioni.agenas.it, sul documento “Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario”

http://www.fnopi.it/attualita/agenas-aperta-la-consultazione-pubblica-sul-manuale-sulla-formazione-continua-del-professionista-sanitario-id2415.htm

Pubblicato il 09/06/2018

«Gli infermieri specializzati al 118 di Farini hanno esperienza e formazione nel soccorso»

Il Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Piacenza replica al consigliere regionale Rancan sulla postazione del
118 di Farini: «L’infermiere appartenente al servizio di soccorso sanitario è un professionista ad alta specializzazione»

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Pubblicato il 30/05/2018

3° bando di finanziamento per i professionisti della Regione Emilia-Romagna

COMITATO UNITARIO DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI

DEGLI ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI

DELL’EMILIA ROMAGNA

Come anticipato nell’ultima assemblea del CUP ER, è stato pubblicato il 3° bando di finanziamento per i professionisti della Regione Emilia-Romagna finalizzato a promuovere l’innovazione, l’ampliamento e il potenziamento dei servizi offerti per la crescita delle attività libero professionali. 

http://imprese.regione.emilia-romagna.it/Finanziamenti/industria-artigianato-cooperazione-servizi/progetti-per-linnovazione-delle-attivita-libero-professionali

Pubblicato il 23/05/2018

BEATIFICAZIONE DI SUOR LEONELLA SGORBATI

Sabato 26 maggio in Duomo a Piacenza la cerimonia di beatificazione di suor Leonella Sgorbati, la religiosa originaria di Rezzanello nel Piacentino, uccisa a Mogadiscio il 17 settembre 2006. 

Lunedì  28 maggio, ore 21 Auditorium Sant’Ilario - via Garibaldi 17, Piacenza, cerimonia civile dove sono invitati tutti gli Infermieri Piacentini.

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Pubblicato il 26/04/2018

Dal 1° maggio Loredana Sasso (Università di Genova) è Professore Ordinario MED 45

Pubblicato il 19/04/2018

Corso abilitante alla Direzione di Struttura Complessa

l corso vuole fornire gli strumenti utili ai professionisti per sviluppare le doti manageriali necessarie per ricoprire incarichi di direzione all'interno delle organizzazioni sanitarie.

 

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Pubblicato il 19/04/2018

IL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO DEL COMPARTO SANITÀ

Obiettivo del seminario
Rendere edotti i partecipanti dei cambiamenti che vengono apportati dalla nuova normativa contrattuale sia in merito alla gestione sia in merito alla fruizione dei principali istituti contrattuali
Verrà approfondita la parte relativa alle nuove carriere professionali e alla ridefinizione delle carriere gestionali

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Pubblicato il 15/03/2018

In viaggio dal Papa

Il racconto di un’esperienza....

E’ con grande trepidazione che sabato 3 marzo siamo stati accolti nella Aula Paolo sesto presso il Vaticano per incontrare Papa Francesco. Sul pulmann che ci ha condotto   nella capitale  si respirava il desiderio dell’incontro e del ritrovarci in tanti , eravamo più di 6500 ad ascoltare un uomo, un Papa, che crede intensamente  nel valore della nostra professione.

Download    Il saluto della Presidente Fnopi al Papa.pdf                   
Pubblicato il 31/01/2018

Nasce ufficialmente la FNOPI

La legge Lorenzin (n. 3/2018) è in Gazzetta ed è in vigore dal 15 febbraio: nasce ufficialmente la Fnopi. Ecco cosa cambia.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale  n. 25 del 31 gennaio 2018  della legge  3/2018  (Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute), la Federazione nazionale Ipasvi cambia nome: ora – dal momento dell’entrata in vigore della legge il 15 febbraio - è ufficialmente Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, la più grande d’Italia con i suoi 440mila iscittti. E i Collegi provinciali sono Ordini provinciali delle professioni infermieristiche: Opi.

Saranno necessari ora una serie di decreti attuativi per rendere operativa la nuova legge che secondo Beatrice Lorenzin arriveranno già entro marzo. Il ministero della Salute ha comunque già comunicato che le  modifiche previste dal punto di vista elettorale non si applicano al triennio 2018-2020.

Pubblicato il 30/01/2018

Elezioni Federazione nazionale Ipasvi: il gruppo della presidente uscente Mangiacavalli nel Comitato centrale

Il gruppo della presidente uscente, Barbara Mangiacavalli è stato eletto nel Comitato centrale della Federazione degli infermieri 2018-2020 che rappresenta oltre 440mila professionisti. Hanno votato il 97% dei Collegi aventi diritto al voto e la presidente uscente ha ottenuto il 96% di preferenze.

http://www.ipasvi.it/attualita/elezioni-federazione-nazionale-ipasvi-il-gruppo-della-presidente-uscente-mangiacavalli-nel-comitato-centrale-id2307.htm

Pubblicato il 10/01/2018

La tutela della dignità professionale e il nuovo contratto

Pubblicato il 10/01/2018

Il Papa riceve gli infermieri in udienza privata. La giornata prescelta è il 3 marzo

Pubblicato il 22/12/2017

E' legge il Ddl Lorenzin: nasce la Fnopi, Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie

Pubblicato il 21/12/2017

DDL LORENZIN: aggiornamenti

Vedi ducumento allegato

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Pubblicato il 20/12/2017

#BASTAUNASEDUTA Dai social alle email personalizzate: professioni sanitarie mobilitate per il Ddl Lorenzin

Pubblicato il 18/12/2017

Lettera del Collegio ai Capigruppo del Senato e a tutti i Senatori per calenderizzazione DDl Lorenzin

Pubblicato il 06/12/2017

XVIII Congresso Nazionale - Roma Marzo 2018

L’evento si aprirà alle ore 15 di lunedì 5 marzo 2018 e si concluderà alle ore 13 di mercoledì 7 marzo.

http://www.ipasvi.it/xviii-congresso/xviii-informazioni-congressuali/xviii-congresso-programma.htm

Pubblicato il 19/11/2017

Notifica eletti CD e RDC triennio 2018-2020

Secondo quanto disposto dalla normativa vigente  a seguito delle elezioni avvenute in seconda convocazione nei giorni 10 – 11 – 12 Novembre  ed alla successiva assegnazione delle cariche nella seduta del 16 Novembre 2017 il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Revisori dei Conti, per il triennio 2018/2020, risultano così costituiti:

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Pubblicato il 09/11/2017

Manifestazione CUP su equo compenso Roma 30/11/17

Nel corso della sua ultima riunione, il CUP-Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali di cui la Federazione è membro, in accordo con la Rete delle Profes-sioni Tecniche, ha deciso di organizzare una manifestazione sul tema del diritto ad un equo compenso garantito per lo svolgimento di una prestazione professionale qualificata che si ter-rà a Roma il prossimo 30 novembre 2017 dalle 9.30 alle 13.00 al Teatro Brancaccio, Via Merulana 244, Roma

Vedi Circolare allegata

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Pubblicato il 22/10/2017

Infermieri e nuovi ruoli: i responsabili organizzativi delle Case della Salute nell’ AUSL di Piacenza

L’individuazione dei responsabili organizzativi delle Case della Salute, si inserisce nel progetto complessivo dell’Azienda di sviluppo e potenziamento delle Case stesse.

Pubblicato il 11/10/2017

CORSI DI FORMAZIONE ECM GRATUITI

 

Eventi formativi ECM - venerdì pomeriggio 10 novembre  - sabato mattina 11 novembre - Sala Visconti del Park Hotel in Strada Val Nure n.7 di Piacenza.

 

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Pubblicato il 09/10/2017

"Stato dell'Arte" Documento sulle competenze del neo - laureato infermiere elaborato dai Coordinatori/Responsabili della didattica professionale negli Atenei della RER

Il Coordinamento regionale dei Direttori-Coordinatori della Didattica Professionale dei CdS  in Infermieristica ha prodotto una relazione nella quale si illustra il percorso sinora effettuato per definire le competenze core del neolaureato infermiere (Learning outcomes  secondo il modello TUNING).

Il documento sulle competenze del neolaureato è frutto del lavoro dei Coordinatori/Responsabili della Didattica Professionale dei CdS in Infermieristica degli Atenei della RER e, nello specifico:

Università di Bologna (sedi formative Bologna 1 e Bologna 2 , Imola, Cesena e Forlì, Rimini)

Università di Modena e Reggio Emilia (sede di RE)

Università di Ferrara (sedi di Ferrara e Codigoro)

Università di Parma (sede di Piacenza)

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Pubblicato il 09/10/2017

Responsabilità, la Salute all'Ipasvi: le linee guida degli infermieri le elaboreranno gli infermieri

L’intervento della Federazione per evitare che il requisito del 30% di rapprersentatività richiesto dal Dm della Salute del 2 agosto, bloccasse la possibilità alle associazioni infermieristiche di partecipare alla stesura delle linee guida previste dalla legge 24/2017 ha avuto i risultati attesti: le associazioni "potranno dichiarare la propria rappresentatività  nell'area  di riferimento  e  pertanto essere valutate ai fini dell'iscrizione nell'elenco" sotto la responsabile della Federazione. 

In allegato Circolare FNC

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Pubblicato il 04/10/2017

“Corso di Alta Formazione in Management per funzioni organizzative-gestionali delle Professioni Infermieristiche”

Parte la prima edizione del “Corso di Alta Formazione in Management per funzioni organizzative-gestionali delle Professioni Infermieristiche” Agenas-Ipasvi. Il primo passo è la selezione di chi parteciperà al corso e per questo la Federazione Ipasvi comunica le seguenti informazioni.

Pubblicato il 12/09/2017

Primo incontro Aran-Sindacati: condivisone unanime sul professionista specialista

Primo incontro oggi all’Aran per il rinnovo (dopo quasi nove anni di assenza) del contratto del personale del Servizio sanitario nazionale.Ampia condivisione da parte di tutti i sindacati soprattutto sulle nuove aree e la classificazione del personale che prevede la figura del “professionista specialista” (l’infermiere con competenze avanzate portato avanti con forza dall’Ipasvi) 

http://www.ipasvi.it/attualita/primo-incontro-aran-sindacati-condivisone-unanime-sul-professionista-specialista-id2195.htm

Pubblicato il 10/09/2017

Federazione nazionale Collegi Ipasvi: violenza sugli operatori

La violenza sul posto di lavoro è un problema che investe i paesi di tutto il mondo. La reale dimensione del problema non è nota, ma si crede che i dati raccolti siano soltanto la punta di un iceberg. Il rischio di subire aggressioni per gli operatori sanitari è più elevato rispetto ad altri lavoratori che operano in contatto diretto con l’utenza.

Vedere allegato

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Pubblicato il 06/09/2017

QUOTA IPASVI 2017

Si ricorda agli iscritti che il 15 Giugno è il termine previsto per il pagamento quota Albo 2017. Chi non avesse ancora provveduto può ancora farlo utilizzando i mezzi indicati sulla lettera di accompagnamento. (2° sollecito)

Pubblicato il 05/09/2017

Legge sulle vaccinazioni 119/2017

La legge sulle vaccinazioni approvata dal Parlamento (legge 119/2017) conferma e rafforza la legge che l'Emilia-Romagna si era data nel 2016 sugli obblighi vaccinali.

La legge nazionale estende da 4 a 10 le vaccinazioni obbligatorie previste per l'iscrizione a scuola: tali vaccinazioni riguardano i bambini/ragazzi da 0 a 16 anni.

Leggere le indicazioni AUSL di Piacenza cliccando sul link:

http://www.ausl.pc.it/eventi/2017%5Fa%5Fscuola%5Fvaccinati/

Pubblicato il 05/09/2017

PEC gratuita a tutti gli iscritti


La PEC (Posta Elettronica Certificata) funziona come la posta elettronica “tradizionale” ma, a differenza di quest’ultima, garantisce lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno: chi scrive da un indirizzo PEC ad un altro indirizzo PEC, infatti, ha la certezza dell’invio, dell’integrità e della consegna (o mancata consegna) del messaggio e di tutti i documenti ad esso associati. La PEC è obbligatoria per tutti i professionisti iscritti in albi, sia dipendenti che liberi professionisti.

La “Posta Elettronica Certificata” non può essere cumulativa per più professionisti e non può essere associata automaticamente con la “mail aziendale”.
Per questo motivo e per facilitare i rapporti interni (fra Collegio e iscritti) e quelli esterni (fra iscritti e Amministrazioni Pubbliche, professionisti e cittadini con cui si trovano ad interagire per motivi professionali), come deliberato lo scorso anno, il Consiglio Direttivo del Collegio IPASVI di Piacenza ha acquistato un pacchetto di caselle PEC per garantire l’attivazione GRATUITA di una casella personale di Posta Elettronica Certificata agli iscritti che ne facciano richiesta.
Coloro che intendono aderire all’iniziativa devono telefonare alla segreteria del Collegio 0523/712674 e fissare un appuntamento per l’attivazione della PEC.

Sono necessari un documento di riconoscimento in corso di validità (carta di identità, patente o passaporto) ed un indirizzo mail non aziendale.

Pubblicato il 18/07/2017

12 Forum Risk Management in sanità 2017

Prenota subito la tua partecipazione all'evento di riferimento per il panorama della Sanità dove portare idee, proposte e soluzioni per sviluppare insieme sicurezza, qualità e innovazione dei servizi sanitari e sociali per tutti

La partecipazione è gratuita e l'iscrizione può essere fatta on-line accedendo al sito.
Il Forum è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie.

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Pubblicato il 26/06/2017

Ddl Lorenzin: per l'Ipasvi la priorità è la trasformazione dei Collegi in Ordini

Il Consiglio nazionale della Federazione Ipasvi, nononstante le criticità degli emendamenti approvati al Ddl Lorenzin dalla Commissione Affari sociali della Camera, ritiene prioritaria la trasformazione dei Collegi in Ordini e quindi, ha dichiarato la presidente Mangiacavalli "basta con le attese. Si acceleri l’iter perché il Ddl possa davvero giungere a conclusione subito a inizio autunno".

In allegato il comunicato stampa concordato in ambito di Consiglio Nazionale del 24 Giugno 2017

I 103 presidenti dei Collegi provinciali Ipasvi, riuniti sabato 24 giugno a Roma in Consiglio nazionale, hanno approfonditamente dibattuto sul disegno di legge inerente la riforma degli Ordini e sul relativo iter parlamentare.

Nonostante le criticità evidenziate in alcuni emendamenti approvati a oggi dalla Commissione Affari sociali della Camera, il consiglio nazionale si è espresso all’unanimità per l’approvazione rapida del disegno di legge.
 
Per la Federazione Ipasvi è  obiettivo primario la trasformazione dei Collegi in Ordini: trasformazione non più rinviabile né procrastinabile.
 
In questo senso la Federazione IPASVI chiede al Parlamento di procedere, quanto più celermente possibile, con l’approvazione del disegno di legge e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di sostenerlo in tutte le sedi del dibattito parlamentare.
 
“Per noi – ha dichiarato la presidente della Federazione nazionale Ipasvi Barbara Mangiacavalli – la trasformazione dei Collegi in Ordini professionali è la priorità assoluta. E’ un passaggio che sarebbe già dovuto avvenire quasi automaticamente nel momento stesso in cui a partire dal decreto legislativo 502/1992 la formazione degli infermieri è entrata a pieno titolo in Università e la legge 42 del 1999 ha riconosciuto il carattere intellettuale della nostra professione. 
 
Oggi gli infermieri sono professionisti laureati; non ha più senso pertanto mantenere l’obsoleta e anacronistica separazione tra collegi e ordini per delineare forme di rappresentanza professionale e di iscrizione agli albi di appartenenza: gli infermieri, al pari di tutte le altre professioni intellettuali, vogliono una tutela ordinistica. 
La trasformazione dei Collegi in Ordini è alla ribalta del dibattito parlamentare ormai da oltre dieci anni, da quando cioè era stata prevista come delega al Governo nella legge 43/2006; basta con le attese. Si acceleri l’iter perché possa davvero giungere a conclusione subito a inizio autunno”.cmd+V
 

I 103 presidenti dei Collegi provinciali Ipasvi, riuniti sabato 24 giugno a Roma in Consiglio nazionale, hanno approfonditamente dibattuto sul disegno di legge inerente la riforma degli Ordini e sul relativo iter parlamentare.

Nonostante le criticità evidenziate in alcuni emendamenti approvati a oggi dalla Commissione Affari sociali della Camera, il consiglio nazionale si è espresso all’unanimità per l’approvazione rapida del disegno di legge
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Pubblicato il 26/06/2017

Si sblocca il Ddl sugli Ordini e le competenze. Lorenzin, Gelli e De Biasi al Consiglio nazionale Ipasvi

Consiglio nazionale dedicato alla legge sulla repsonsabilità, al biotestamento, al Ddl Lorenzin. A parlarne con i presidentei dei Collegi i diretti interssati: il ministro Lorenzin, l'on. Gelli e la sen. De Biasi. Apporvati un documento su vaccini e vaccinazioni e uno contro la violenza sugli operatori.

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Pubblicato il 26/06/2017

Nasce presso la Federazione Ipasvi la Consulta permanente della formazione universitaria

Ha preso il via il 23 Giugno 2017, la Consulta permanente della formazione universitaria, voluta dalla Federazione nazionale Ipasvi per favorire il confronto e la crescita culturale sulle tematiche di interesse per la professione infermieristica, sviluppando la collaborazione e il coordinamento tra la Federazione e tutti i Professori-Coordinatori-Ricercatori e Presidenti dei corsi di laurea in infermieristica e chiunque a livello universitario si occupi della formazione professionale infermieristica con incarichi di responsabilità.

Pubblicato il 15/06/2017

QUOTA IPASVI 2017

Si ricorda agli iscritti che il 15 Giugno è il termine previsto per il pagamento quota Albo 2017. Chi non avesse ancora provveduto può ancora farlo utilizzando i mezzi indicati sulla lettera di accompagnamento.

 
Pubblicato il 05/06/2017

Dottorati di ricerca: al via le iscrizioni per l'Università di Roma Tor Vegata

 ll rettore dell’Università ha firmato il bando che sarà pubblico nella sua versione integrale a partire dal 6 giugno prossimo per il  XXXIII Ciclo di Dottorato di Ricerca in "Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica" dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata". L'ESTRATTO DEL BANDO

XXXIII Ciclo di Dottorato di Ricerca in "Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica" dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".

Il rettore dell’Università ha firmato il bando che sarà pubblico nella sua versione integrale a partire dal 6 giugno prossimo all’indirizzo web  http://dottorati.uniroma2.it/ .

Il bando prevede l’attivazione dei corsi di dottorato di ricerca in Scienze infermieristiche e Sanità pubblica nei settori scientifici disciplinari MED/45 e MED/42 per un totale di 9 posti a concorso di cui 3 con borsa di Ateneo, 1 per borsisti di stati esteri, 2 riservati a dipendenti delle pubbliche amministrazioni e 3 posti senza borsa.

La scadenza per la presentazione delle domande è il 7 luglio prossimo alle ore 12.

La domanda di partecipazione al concorso può essere presentata dai candidati  italiani  o stranieri che siano in possesso di una laurea specialistica o magistrale o vecchio ordinamento conseguita in Italia o presso Università straniere e riconosciuta equivalente in Italia.

La domanda  dovrà  essere  presentata  esclusivamente on  line. La procedura on line si attiva tramite l'accesso al totem dell'Ateneo all'indirizzo: http://delphi.uniroma2.it o direttamente dai terminali self-service allestiti presso l'Ateneo. La  domanda  è da considerarsi  a  tutti gli effetti di legge come una autocertificazione dei dati anagrafici e dei titoli dichiarati. I candidati con disabilità dovranno indicare nella domanda l'ausilio necessario e la eventuale necessità di tempi  aggiuntivi  per  le prove concorsuali.

Fonte: FNC

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Pubblicato il 05/06/2017

XVIII Congresso - Roma Marzo 2018

Come presentare progetti al XVIII Congresso nazionale Ipasvi

Parte la call for abstract: c'è tempo fino al 31 ottobre per inviare lavori singoli o di gruppo che descrivano  ricerche scientifiche o esperienze di miglioramento, in tutti gli ambiti dell'esercizio professionale.  

Iniziano le manovre di avvicinamento al XVIII Congresso nazionale Ipasvi, in programma nel marzo 2018.
Per l'occasione, il Comitato centrale intende coinvolgere ancora maggiormente tutto il gruppo professionale.
A tal fine, è stata prevista una call, attiva da oggi attraverso un'apposita sezione sul nostro portale istituzionale, rivolta a tutti gli iscritti che intendano presentare (singolarmente o in gruppo) abstract di progetti.
Si tratta di un'importante opportunità per comunicare ai colleghi le proprie ricerche scientifiche o esperienze di miglioramento, in tutti gli ambiti dell'esercizio professionale.
La Federazione, avvalendosi di un team di infermieri esperti, valuterà gli abstract pervenuti, accettandoli o come presentazione orale (sul palco) o come poster (esposti presso la sede congressuale per tutta la durata dell'evento).
Gli abstract vanno inoltrati esclusivamente on line, previa registrazione al portale.
I lavori devono essere inviati entro e non oltre il 31 ottobre 2017.

VAI ALLA SEZIONE DEDICATA

Fonte: FNC

Pubblicato il 21/05/2017

Muove i primi passi la Consulta delle associazioni infermieristiche

 Ieri a Roma l'attivazione del nuovo organismo consultivo e propositivo. Sarà possibile aderirvi entro il prossimo 30 giugno.

Attivata ieri a Roma la prima Consulta delle associazioni infermieristiche. Con questo atto, la Federazione nazionale Ipasvi intende favorire il confronto e la crescita culturale sulle tematiche di interesse per la professione, sviluppando la collaborazione ed il coordinamento fra le varie realtà culturali che se ne occupano senza scopo di lucro.

Pubblicato il 14/05/2017

INFERMIERI: gli italiani li apprezzano, ma crisi e carenze mettono a rischio ospedale e territorio

11/05/2017 – Presentati i risultati di un’indagine Censis sulle prestazioni richieste agli infermieri sul territorio e dell’analisi della Rilevazione delle forze di lavoro Istat, grazie alla partnership IASVI -CENSIS, per comprendere dove lavorano gli infermieri, chi fa cosa e quali problemi ci sono nei vari settori.

ARTICOLO IN ALLEGATO

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Pubblicato il 18/04/2017

Diffusione di foto e video da parte di esercenti le professioni sanitarie

In data 29 marzo u.s. il Ministero della salute ha trasmesso ad alcune Federazioni Nazionali degli Ordini e dei Collegi una nota (allegata) con la quale si evidenziava la problematica in merito alla pubblicazione di fotografie e selfies sui social networks scattate da parte di professionisti sanitari durante l’esercizio della propria attività lavorativa.
Condividendo pienamente le considerazioni espresse dal Ministero si rammenta che l’infermiere è tenuto a rispettare la normativa di cui al D.Lvo 196/20013 relativa al Codice in materia dei dati personali (Privacy). Si sottolinea altresì che il Codice deontologico dell’infermiere, in vari articoli, dispone il rispetto dei diritti del paziente anche in quanto persona con particolare riferimento alla tutela della riservatezza e della dignità dell’individuo.
Nella certezza che i comportamenti su descritti coinvolgono un numero minimo di professionisti infermieri a fronte di una maggioranza che svolge giornalmente, con capacità e competenza, il proprio lavoro, si pregano i Collegi in indirizzo a rendere nota agli iscritti la problematica evidenziata e a vigilare sul rispetto della deontologia professionale.
Cordiali saluti.
La presidente
Barbara Mangiacavalli

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Pubblicato il 13/04/2017

Nuovo Codice Deontologico dell'infermiere: al via la consultazione pubblica tra gli iscritti

Da lunedì 6 febbraio è partIta la consultazione pubblica sul testo della prima stesura del nuovo Codice deontologico dell’infermiere elaborato dalla Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi.

La consultazione avrà la durata di tre mesi e si chiuderà il 30 aprile 2017.

Pubblicato il 06/04/2017

Nasce in Cardiologia a Piacenza l’ambulatorio di educazione terapeutica e prevenzione

I primi pazienti dimessi dalla Cardiologia dell’ospedale piacentino che verranno seguiti con un programma di prevenzione ed educazione mirato ad evitare la recidiva dell’evento acuto, verranno a contatto con i professionisti della salute nel nuovo Ambulatorio dedicato all’attività di educazione sanitaria il giorno 7 aprile del 2017.La presa in carico dei pazienti avviene durante il ricovero da parte degli infermieri dell'Unità Coronarica e della Cardiologia.

L’attività, coordinata da Ursula Corvi è promossa dagli infermieri Maria Tansini, Tiziana Auletta e Gianluca Lisè, che formati dai Luoghi di Prevenzione di Reggio Emilia seguiranno fino ad un anno dalla dimissione i pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio.

La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille (dati Istat) e in Azienda USL di Piacenza i dati riferiti all’anno 2015 rilevano n° 204 pazienti dimessi con diagnosi di STEMI.

In merito all’ organizzazione dell’assistenza post-sindrome coronarica acuta, prevista dal Piano della Prevenzione Regione Emilia Romagna 2015-2018, in prossimità della dimissione, viene garantito dagli infermieri della Cardiologia, un counselling pre-dimissione rivolto alla presa in carico del paziente e proposto un percorso assistenziale rivolto al cambiamento degli stili di vita e alla modifica dei fattori di rischio cardiovascolare: fumo, ipertensione arteriosa, dislipidemia, obesità, diabete, sedentarietà, stress, secondo l’approccio motivazionale e strutturato in appuntamenti in follow-up previsti in concomitanza della visite mediche.

Il follow-up sarà cosi organizzato:

  • a 1 mese incontro individuale per il controllo dei parametri clinici, interventi educativi generali sui fattori di rischio con individuazione degli obiettivi di salute, verifica della aderenza alla prescrizione farmacologica;
  • a 3 e 9 mesi chiamata telefonica al paziente per la verifica dello stato clinico del paziente, degli obiettivi di salute individuati durante l’incontro a 1 mese rispetto ai fattori di rischio e di eventuali problematiche/chiarimenti riguardo all’iter di cura in generale con eventuale indirizzamento ai servizi proposti e eventuale segnalazione al cardiologo dei casi problematici;
  • a 6 e a12 mesi incontro individuale speculare a quello ad 1 mese e sempre in concomitanza della visita medica e verifica del raggiungimento dell’obiettivo di salute con eventuale indirizzamento ai servizi preposti.

L’apertura dell’ambulatorio è un importante esempio di continuità assistenziale intesa come sistema integrato di accompagnamento del malato nelle sue diverse fasi del bisogno.

Gli infermieri che sosterranno l’ambulatorio, esprimeranno al meglio la funzione di case management, intesa come governo dell’intero processo assistenziale e garanzia di un’assistenza personalizzata che favorisce la massima autonomia residua possibile ai pazienti.

 

Pubblicato il 15/03/2017

Mangiacavalli su 118 a Bologna

13 MAR - “Sta assumendo toni davvero preoccupanti la per la programmazione e la gestione della sanità regionale e per la qualità del servizio erogato, finora ad altissimi livelli, la scelta dell’Ordine dei medi ci di Bologna di sanzionare con la sospensione di qualunque medico, qualunque ruolo esso svolga, che renda possibile la presenza sui mezzi di soccorso di infermieri, sia pure in stretto collegamento e  in rete con i medici del 118.

Questo contraddicendo non solo modelli ormai riconosciuti in molte altre Regioni efficienti, ma anche in dispregio della delibera dell’Emilia-Romagna che ha stabilito la possibilità d’impiego degli infermieri in funzioni sanitarie ‘avanzate’ nell’ emergenza-urgenza sanitaria, con protocolli estremamente dettagliati, senza invasioni di campo rispetto alle competenze dei medici, ai quali spetterà l’ultima parola nel caso in cui si presentassero interventi complessi o con margini di dubbio”.

Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale della Federazione nazionale dei Collegi degli infermieri Ipasvi, interviene sull’ennesimo attacco al 118 bolognese da parte dell’Ordine dei medici che ha sospeso per 6 mesi il direttore sanitario  dell’azienda Usl Angelo Fioritti, per aver ”istigato l'esercizio abusivo della professione medica”. Il riferimento è rivolto all'attività  degli infermieri che secondo l'ordine felsineo è svolta in violazione  del codice deontologico medico.
“Nel manifestare  piena solidarietà ad Angelo Fioritti – afferma Mangiacavalli – la Federazione Ipasvi esprime grande preoccupazione in quanto viene messa in discussione la professionalità degli infermieri e l'organizzazione dell'emergenza sanitaria regionale. Il messaggio dell’Omceo di Bologna non configura più un modo per ‘scuotere’ la Regione e il mondo sanitario come finora affermato, ma si sta trasformando in una vera e propria spada di Damocle che pende sulla testa di chi segue le linee di programmazione e di organizzazione ormai universalmente riconosciute e adottate in molte realtà internazionali e, per guardare al nostro Paese, anche nella vicina Lombardia. Il tutto senza minacce o che si scatenino guerre intestine ”.
“Riteniamo – conclude Mangiacavalli – che sia il momento di un intervento a largo raggio delle istituzioni: ogni Ordine è sovrano nelle sue scelte è vero, ma è anche vero che è ormai in ballo la carriera e in buon nome di professionisti eccellenti per ragioni davvero lontane dalla loro reale professionalità”.
Fonte: QS

 

Pubblicato il 15/03/2017

Assistenza territoriale: medici e infermieri insieme all'Agenas per riorganizzarla

10/03/2017 - Si è svolto presso la sede di Agenas un incontro con Simg, Ipasvi, Sumai-Assoprof, Fimmg e CARD per avviare una discussione sulla riorganizzazione della medicina territoriale

Insieme per la prima volta per avviare una discussione sulla riorganizzazione della medicina territoriale.

Si è svolto presso la sede di Agenas un incontro con Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione nazionale dei Collegi - Ipasvi, Antonio Magi, Segretario generale del sindacato degli specialisti ambulatoriali del Sumai-Assoprof, Silvestro Scotti, Segretario nazionale della Fimmg e Gennaro Volpe, vice presidente della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto-CARD.

Un confronto reso necessario dalle indicazioni del DM 70/2015 che assegnano all’Agenzia la funzione di coordinamento nel processo di revisione delle reti clinico-assistenziali che integrano l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale.

“È tempo di superare la dicotomia tra ospedale e territorio. – ha dichiarato il Direttore Generale di Agenas Francesco Bevere – Per fare questo è necessario un confronto costante sulle opinioni, sulle strategie e sulle esperienze tra i principali attori del sistema, protagonisti di questo cambiamento. Ringrazio tutti i partecipanti all’incontro per aver accettato l’invito a confrontarsi su un tema così dibattuto e che in molte circostanze ha raccolto posizioni divergenti. Continueremo su questa strada, convocando a breve i tavoli istituzionali previsti con i rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni e parallelamente quello con le Società scientifiche di settore e con le Associazioni dei cittadini per dare concreto avvio a quanto previsto dal DM 70 e per approfondire il tema dell’aderenza alle cure territoriali, a nuovi modelli organizzativi, a specifici indicatori di performance, nonché alla identificazione degli esiti delle cure svolte dai professionisti impegnati sul territorio. L’unanimità di intenti manifestata oggi dai presenti è certamente un ottimo inizio”.
Fonte: FNC
Pubblicato il 01/03/2017

Responsabilità professionale: ecco la nuova legge

Il Ddl “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” è legge (VEDI TESTO ALLEGATO).

La Camera ha convertito ieri sera senza modifiche il testo inviato a gennaio dal Senato e dopo circa quindici anni di attesa i professionisti sanitari hanno nuove regole sulla responsabilità che vanno a loro favore e, soprattutto, a favore del rapporto coi pazienti.

Tra le altre novità, il testo prevede che tutti rispondano della sicurezza delle cure.

Il difensore civico avrà la funzione di garante del diritto alla salute ed è interpellabile direttamente dai pazienti. Si istituiscono i centri regionali per la gestione del rischio sanitario che raccolgono i dati delle strutture sugli errori e li convogliano all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità che sarà istituito all'Agenas.

Non è citabile per colpa grave il sanitario se chiede il consenso informato del paziente e segue le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida. A definirle sarà un organismo di cui fanno parte Agenas, Istituto superiore di Sanità, Agenzia del Farmaco ministero della Salute, Regioni, Province autonome, società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie.
E’ introdotta nel codice penale la distinzione tra colpa grave e colpa lieve: il sanitario risponde di omicidio o lesioni colpose (gravi) solo se, in caso di morte, ha operato con imperizia, non ha seguito le raccomandazioni previste dalle linee guida e dalle buone pratiche assistenziali. A valutare eventuali eccezioni sarà il giudice.
La responsabilità civile è extracontrattuale: è il paziente a dover provare chi ha fatto il danno e la denuncia cade in prescrizione dopo 5 anni e non 10, mentre resta contrattuale la Rc dell'azienda sanitaria.
Scatta poi l’obbligo di assicurazione non solo per le strutture pubbliche per fatti dei loro dipendenti, ma anche quelle private per fatti di sanitari che non sono loro dipendenti e per le strutture socio sanitarie.  
E’ introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione e se non va a buon fine scatta l'accertamento tecnico preventivo cui tutte le parti devono partecipare pena il pagamento delle spese della consulenza indipendentemente dall'esito del giudizio e di una somma alla parte che ha partecipato alla conciliazione. Il danneggiato può fare richiesta risarcitoria direttamente all'assicurazione della struttura  e/o del sanitario
L'autorità giudiziaria dovrà affidare sempre la consulenza e la perizia a un collegio costituito da un medico specializzato in medicina legale, ma anche  a uno o più specialisti con specifica e pratica conoscenza dell’oggetto del procedimento di tutte le professioni sanitarie.
La legge prevede poi un decreto del mistero dello Sviluppo economico per recepire un accordo tra assicurazioni (Ania), Ivass e Ordini che individui i requisiti minimi delle polizze assicurative e quelli relativi all'autoassicurazione della struttura.
Le compagnie possono estendere la copertura a eventi accaduti nei 5 anni ante-conclusione del contratto assicurativo, purché denunciati durante la vigenza della polizza. Le strutture devono comunicare al professionista se su di lui pende un giudizio. Ed è istituito un fondo di garanzia finanziato dalle compagnie per coprire i danni sopra-massimale. 
“Quella sulla responsabilità professionale – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi - è una legge importantissima perché prima di tutto ristabilisce un percorso in cui non saranno più avvocati e tribunali la ‘guida’ dei pazienti, ma una ritrovata serenità nel loro rapporto con i professionisti sanitari, definendo con chiarezza quando i professionisti non sono imputabili per colpa grave e come vanno risolte le controversie. Ma lo anche perché riconosce l’assoluta trasversalità della rilevanza dei compiti e delle azioni di tutte le professioni impegnate nell’assistenza e per soddisfare i bisogni dei pazienti. Non dimentichiamo infatti che seppure è nell’uso comune associare la legge alla sola responsabilità del medico,  il Parlamento, a cui va riconosciuto il merito di aver abbattuto un muro che ormai impediva la conversione delle norme da almeno quindici anni e che come Federazione degli infermieri ringraziamo, ha aggiustato il tiro e la legge è sulla sicurezza delle cure e della persona assistita prima di tutto e sulla ‘responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie’ nel loro complesso”.
“Per quanto riguarda le professioni sanitarie – aggiunge Mangiacavalli -, un ulteriore ringraziamento al Parlamento e ai relatori del provvedimento al Senato e alla Camera, va per aver introdotto alcuni principi che l’Ipasvi aveva chiesto durante l’iter della legge. Il primo è che le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida a cui tutti dovranno attenersi per non incorrere nei profili della responsabilità, saranno messe a punto dalle istituzioni, dalle società scientifiche, ma anche  dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie. Il secondo è che l'autorità giudiziaria dovrà affidare sempre la consulenza e la perizia a un collegio costituito da un medico specializzato in medicina legale, ma anche  a uno o più specialisti con specifica e pratica conoscenza dell’oggetto del procedimento. E ci si riferisce esplicitamente  a tutte le professioni sanitarie che quindi potranno far parte a tutti gli effetti dei Ctu”
“Passi importantissimi poi – prosegue -, anche se tutta le legge lo è, sono l’assicurazione obbligatoria e il tentativo anch’esso obbligatorio di conciliazione, i limiti alla rivalsa e il meccanismo di trasparenza degli atti sanitari. Un punto chiave in questo senso è anche la previsione che al difensore civico sia attribuita la funzione di garante del diritto alla salute, che questo sia interpellabile direttamente dai pazienti e che si istituiscano i centri regionali per la gestione del rischio sanitario in cui sono raccolti i dati delle strutture sugli errori pe convogliarli all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità che sarà istituito all'Agenas. Questo testo riconosce alle professioni sanitarie quel livello di responsabilità che negli ultimi tempi anche la Magistratura spesso ci attribuisce. Bisogna lavorare nel rispetto dei ruoli, della dignità professionale e dei contenuti. Lavorare in maniera sicura e appropriata e per farlo la cornice è anche quella dell’importantissimo capitolo che questa legge dedica al tema della responsabilità”. 
 
Fonte: FNC
Pubblicato il 23/02/2017

CIRCOLARE AGLI ISCRITTI

In allegato la circolare e il "Nuovo Codice Deontologico dell'Infermiere"

Gli iscritti in possesso della PEC  riceveranno tutte le comunicazioni del Collegio con questa modalità!!

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Pubblicato il 31/01/2017

Posta Elettronica Certificata

ATTIVAZIONE PEC

E' iniziata l'attivazione della PEC gratuita agli iscritti al Collegio di Piacenza

Coloro che intendono aderire alla iniziativa devono telefonare alla Segreteria ( 0523. 712674) nell'orario di apertura per fissare un appuntamento.

E' necessario avere con se:  1) carta d'identità in corso di validità

                                          2) codice fiscale personale

                                          3) indirizzo mail personale (NO AZIENDALE)

Saranno successivamente contattati in base alle disponibilità dei consiglieri formati per l'attivazione della PEC.

Maria Genesi

Pubblicato il 29/01/2017

Liberi professionisti, proroga per trasmettere i dati della dichiarazione

Slitta al 9 febbraio il termine previsto per la trasmissione delle spese sanitarie riferite all’anno 2016. Informati tutti i Collegi provinciali Ipasvi.

“Facendo seguito alle circolari n. 26 e 33/2016 - recita la nota - si informa che, a seguito di espressa odierna comunicazione da parte di Igespes in accordo con l’Agenza dell’Entrate, il termine previsto della scadenza per la trasmissione delle spese sanitarie riferite all’anno 2016 è prorogato al 9 febbraio 2017. Si ricorda che tale obbligo è previsto solo per gli Infermieri di cui al DM 739/94 e non per gli Infermieri pediatrici e gli Assistenti sanitari”.
Pubblicato il 29/01/2017

La stampa dice...

Il Consiglio Direttivo esprime un grande apprezzamento per la ricerca svolta dalle colleghe Fermi e Crosignani.

"Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta". (Socrate)

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Pubblicato il 19/01/2017

Elenco esperti

Prorogato al 3 febbraio il termine per presentare domanda! 

Sul sito di questa Federazione nella Home page nella sezione ‘Avvisi pubblici’ è pubblicato l’Avviso pubblico per la formazione di un elenco di esperti e collaboratori della Federazione Nazionale IPASVI in materia infermieristica”.

La presentazione delle domande deve avvenire solo tramite procedura on-line informatizzata raggiungibile attraverso il link “Presentazione domanda”.

Il Link rimanda alla intranet dell’Albo Unico Nazionale da dove è possibile, selezionando l’apposita funzione “Iscrizione Elenco Esperti e Collaboratori”, compilare i campi obbligatori previsti nel format e seguendo le modalità descritte anche per la firma elettronica della domanda.

Fonte: FNC

Pubblicato il 17/01/2017

Terremoto: contributo della Federazione Ipasvi ai Collegi coinvolti

14 Gennaio 2016

Si è svolta Fermo la consegna ufficiale da parte del Comitato centrale della Federazione nazionale di un contributo straordinario ai Collegi delle zone terremotate del Centro Italia: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Rieti, Teramo, Terni.

Si tratta di 120.000 euro, assegnati proporzionalmente al numero di infermieri residenti in ogni Collegio, con cui la Federazione vuole supportare in modo tangibile gli interventi nelle situazioni più critiche nei singoli territori, lasciando piena autonomia ai singoli Collegi di decidere le modalità e le azioni migliori per aiutare i professionisti coinvolti personalmente nel terremoto.
“Gli infermieri sono sempre pronti ad aiutare le persone con la loro professionalità e abnegazione – ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Ipasvi -  come hanno dimostrato e dimostrano in questa calamità, ma sono anch’essi persone e per questo hanno necessità di aiuto  nel momento del vero bisogno. E’ compito dei Collegi e della Federazione che li rappresenta dare tutto il supporto perché possano tornare con la massima serenità a prendersi cura di chi ha bisogno. E’ compito dei Collegi e della Federazione prendersi cura di loro”.
In occasione dell'incontro è stato anche realizzato un video Sand art (arte della sabbia) per testimoniare la vicinanza degli infermieri alle popolazioni terremotate. Eccolo:
 
Fonte: FNC
Pubblicato il 14/01/2017

Ipasvi e Fnomceo: Comitati centrali insieme al lavoro

Si è svolto a Roma, nella sede della Fnomceo, il primo incontro congiunto tra i Comitati centrali della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri e della Federazione nazionale dei Collegi Infermieri Ipasvi.

“Auspichiamo che questo sia l’inizio di un percorso positivo e costruttivo che ci faccia recuperare, anche a un livello politico, quella collaborazione che mettiamo tutti i giorni in pratica nel nostro lavoro – ha esordito il presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, aprendo l’incontro.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Federazione Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, che ha affermato: “L’intenzione è che questo momento di confronto diventi un appuntamento strutturato, per capire, concretamente, come poter lavorare insieme, in modo da offrire soluzioni e modalità prima che ci vengano imposte dall’esterno” 
Come è stato più volte ripetuto sia dai Medici sia dagli Infermieri, se “al letto del malato”, per il bene del paziente, è facile trovare una concertazione e sanare eventuali conflitti, più difficile è fare altrettanto su un piano politico.
Collaborazione, concertazione, complementarietà delle professionalità di ognuno, onestà intellettuale: queste le parole d’ordine dell’incontro, condivise dai rappresentanti dei due Comitati Centrali.
Alla fine, la promessa di rivedersi presto per istituire un Tavolo di posizionamento, che formuli istanze e proposte concrete da portare ai rispettivi Consigli Nazionali.
“Le problematiche di base delle nostre professioni sono le stesse – ha concluso Chersevani.- è necessario fare fronte comune, per affrontarle con quella onestà che ci siamo ripromessi”. 
Fonte: FNC
Pubblicato il 13/01/2017

La Federazione Ipasvi entra nella Commissione Lea

Il ministero della Salute ha comunicato alla Federazione Ipasvi l’accoglimento della richiesta per l’inserimento di un rappresentante degli infermieri in seno alla Commissione nella persona della Presidente o suo delegato.

Così per la prossima riunione, fissata il 18 gennaio, in cui dovranno essere discussi tra l’altro i pareri ai nuovi livelli essenziali di assistenza espressi dalle commissione Parlamentari, accanto ai componenti di diritto della Commissione e alla FnomCeO, chiamata fino a oggi come unica Federazione a partecipare ai lavori, la convocazione  è arrivata ufficialmente anche alla Federazione Ipasvi.

Alla base della richiesta Ipasvi accettata dal ministero, l’ampia attenzione dedicata dai Lea al territorio come luogo in cui si è svolta l’evoluzione epidemiologica che ha consentito i miglioramenti dal punto di vista della salute e della lunghezza e qualità della vita e il ruolo essenziale e istituzionale della Commissione nel controllo sulla loro applicazione e nell’opera di revisione continua per adeguarli in tempi contenuti e mantenere sempre una stretta correlazione tra il bisogno dei cittadini e l’obbligatorietà delle strutture di rispondere a questo. 
“I Lea – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale Ipasvi - possono rappresentare l’opportunità di favorire l’introduzione nelle Regioni di nuovi modelli di assistenza in cui, come tutte le analisi nazionali e internazionali attuali sottolineano, l’infermiere assume un ruolo di case e care manager dell’assistenza in team e stretta connessione con le altre figure, ognuno secondo la propria professionalità e le proprie responsabilità e soprattutto in modo coordinato e armonico rispetto ai bisogni di salute reali e alle esigenze dei cittadini. Per questo e per il nuovo e importante ruolo che gli infermieri svolgono negli ambiti descritti, appare utile la loro partecipazione attiva alla Commissione, di cui ringraziamo il ministro Lorenzin”
 
Fonte: FNC
Pubblicato il 23/12/2016

Azienda USL di Piacenza: cambia l’atto aziendale, il Direttore delle Professioni Sanitarie è componente della Direzione strategica.

L’Azienda USL di Piacenza modifica l’atto aziendale e delibera un cambiamento importante e di grande valorizzazione per le professioni sanitarie.

I passaggi fondamentali sono i seguenti:

Ritenuto pertanto che la figura del Direttore Assistenziale vada a pieno titolo ricompresa tra i componenti della Direzione strategica aziendale, aggiornando e integrando in tal senso l’Atto Aziendale, e in particolare:

 …”articolo 6.2 “Altri componenti della Direzione strategica” è integrato come segue: “Fanno parte della direzione strategica e coadiuvano il Direttore Generale nell’esercizio delle proprie funzioni il Direttore Sanitario, il Direttore Amministrativo, il Direttore dell’attività socio-sanitaria e il Direttore Assistenziale. Sono nominati dal Direttore Generale e possono essere confermati all’avvicendarsi del direttore generale entro tre mesi dalla nomina.”

…nello stesso articolo è inserito un nuovo punto 6.2.4 “Direzione Assistenziale” che recita: “Il Direttore Assistenziale ……..partecipa al processo di pianificazione strategica e concorre con la formulazione di proposte  e pareri alla formazione delle decisioni della direzione generale.”….

“….Ritenuto quindi di trasformare e rinominare l’attuale “Direzione Infermieristica e tecnica” nella nuova struttura gestionale  “Direzione delle Professioni Sanitarie”,….

Con questo cambiamento, l’Azienda ribadisce la volontà di continuare ad investire nello sviluppo delle professioni sanitarie, posizionando il Direttore Assistenziale nella struttura di vertice strategico.

Inoltre, coerentemente alla line dirigenziale aziendale, si procede alla distinzione delle funzioni di direzione strategica del Direttore Assistenziale, da quelle di gestione e di  produzione della Direzione delle Professioni Sanitarie.

La nuova struttura organizzativa si trasforma tenendo conto dei mutati contesti gestionali sempre più partecipati e professionalmente integrati, oltre ad individuare nuovi livelli di responsabilità e funzioni, in una logica di governo efficiente delle risorse e di risposta appropriata ai bisogni prioritari di salute.

La Direzione delle Professioni Sanitarie sviluppa un’organizzazione a matrice, si fonda sull’identificazione di responsabilità gestionali e responsabilità clinico-professionali, che agiscono in forte integrazione tra loro e nell’ambito dell’intero sistema aziendale, aprendo a nuove posizioni dirigenziali.

Verrà implementata la dimensione orizzontale sulla quale esprimere responsabilità di processo e di percorso, che connette i dipartimenti e le strutture aziendali.

Si è cercato di innalzare il posizionamento delle professioni sanitarie e di allargare l’ambito dei saperi professionali, declinando, all’interno dell’organizzazione, il sistema di sviluppo delle competenze distintive sui due assi manageriale e clinico.

Un nuovo paradigma organizzativo che si focalizza sull’efficienza della gestione operativa  con la rimodulazione dei setting assistenziali, sulla gestione delle conoscenze, delle skills e delle competenze professionali, oltre a perseguire l’efficacia e l’appropriatezza dei percorsi di cura ed assistenza, tendendo alla creazione di reti e piattaforme erogative.

Il riassetto della Direzione Assistenziale e della Direzione delle Professioni Sanitarie di Piacenza, vuole aprire la strada ad un modello organizzativo e assistenziale professionalizzante in grado di attribuire sempre più centralità alla  comunità e alla persona.

Inoltre si definiranno ruoli assistenziali per i percorsi di cura della cronicità, potenziando le funzioni di case/care management, inserendo le nuove funzioni delle professioni sanitarie in ambiti come le Case della salute, gli Ospedali di comunità, le cure intermedie.

Contestualmente alla riprogettazione strutturale,  si potenzieranno le attività di formazione e ricerca.

E’ inziato un percorso di evoluzione e di trasformazione, con la consapevolezza delle potenzialità che le professioni sanitarie possono esprimere, su traiettorie di sviluppo autonome, coerenti alla missione professionale. 

Mirella Gubbelini

Direttore Assistenziale AUSL di Piacenza

 

Il Collegio IPASVI di Piacenza esprime un ringraziamento al Direttore Generale per aver voluto investire nello sviluppo delle Professioni Sanitarie e un'augurio caloroso alla collega Mirella Gubbelini!!!

 

Pubblicato il 20/12/2016

Ecm, proroga al 2017 per mettersi in regola con i crediti

La Commissione nazionale acconsente al recupero del 50% del punteggio complessivo relativo al triennio 2014/16. Premiato con "sconti" chi è risultato in regola.

Ci sarà tempo per tutto il 2017 per mettersi in pari con i crediti Ecm relativi al triennio 2014/16, potendo acquisire sino al 50% del punteggio complessivo. A stabilirlo, la Commissione Nazionale per la Formazione Continua, che ha deliberato in tal senso nella riunione del 13 dicembre scorso.  Sempre in queesta occasione, la Commissione ha fissato i nuovi criteri per l’assegnazione dei crediti agli eventi da parte dei provider.

Anche per il triennio 2017-2019 saranno 150 i crediti da maturare.

Dal 2017, viene poi introdotto un criterio che premia la regolarità formativa pregressa: chi ha acquisito da 80 a 120 crediti Ecm tra il 2014 ed il 2016, avrà uno sconto di 15 crediti per il nuovo triennio (riduzione da 150 a 135). Chi, invece, ha acquisito da 121 a 150 crediti nel triennio che volge al termine, avrà addirittura uno sconto di 30 crediti tra il 2017 ed il 2019 (da 150 a 120).

Nel prossimo triennio Ecm, sarà infine data maggiore importanza all'auto-formazione, costituita da corsi accreditati Ecm, ma anche da esperienze formative senza accreditamento Ecm, svolte in autonomia (per un massimo del 10% dell'obbligo formativo).

Per ulteriori approfondimenti: http://ape.agenas.it/

Fonte: FNC

Pubblicato il 19/12/2016

CORSO DI INGLESE MEDICO – SCIENTIFICO PER INFERMIERI: LIVELLO INTERMEDIO

Risultati dell' entry test di lingua inglese del 30 Novembre 2016 ed elenco degli ammessi al Corso.

La data di inizio corso verrà comunicata telefonicamente con un mese di anticipo.

Vedere allegati

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Pubblicato il 13/12/2016

Fatti di Saronno: atto di intervento della Federazione depositato in Procura

La Federazione Ipasvi scende in campo nell vicenda dei presunti omicidi all'ospedlae di Saronno. Col  doppio scopo di tutelare l'immagine professionale degli infermieri e la persona - una infermiera - che ha permesso di scoprire i fatti delittuosi

La Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi scende in campo nell vicenda dei presunti omicidi all'ospedlae di Saronno. E lo fa soprattutto col  doppio scopo di tutelare l'immagine professionale degli infermieri e la persona - una infermiera - che ha permesso di scoprire i fatti delittuosi.

La Federazione ha tempestivamente provveduto, tramite i suoli legali, a depositare presso il Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio un atto d'intervento (art. 90 e seguenti c.p.p.) al fine di assumere tutte le iniziative necessarie per tutelare la reputazione degli infer­mieri contro condotte che se accertate nel procedimento penale in corso  sarebbero  fonte di danni morali e materiali per tutta la categoria   infermieristica.

A darne annuncio in una circolare a tutti i Collegi provinciali Ipasvi è la presidente della Federazione, Barbara Mangiacavalli, che sottolinea come "da questo momento quindi la Federazione Ipasvi affiancherà con azioni legali la difesa che i Collegi coinvolti metteranno in campo perché la tutela della professione e di chi la ri­ spetta e la difende con le sue azioni, sia garantita e non possa più essere messa in dubbio la professionalità e la deontologia degli infermieri".

Fonte: FNC

Pubblicato il 28/11/2016

Nuovo Codice deontologico: prima stesura all'esame dei Collegi

Le regole della professione degli infermieri si aggiornano: è stata presentata ai presidenti dei 103 Collegi provinciali la prima stesura del nuovo Codice deontologico che farà da guida alla professione nei prossimi anni

Le regole della professione degli infermieri si aggiornano: dopo sette anni da quello del 2009 è stata presentata oggi ai presidenti dei 103 Collegi provinciali la prima stesura del nuovo Codice deontologico che farà da guida alla professione nei prossimi anni. 

Le sue caratteristiche sono massima trasparenza e condivisione, anche perché, come specificano le disposizioni finali, le norme contenute nel Codice sono vincolanti e negli ultimi anni sono state utilizzate anche come strumento giuridico dalla Magistratura. La loro inosservanza è sanzionata dal Collegio professionale: avvertimento, censura, sospensione fino a sei mesi e radiazione sono i rischi per chi non rispetta le regole deontologiche della professione.

Il denominatore e l’obiettivo comune dei 40 articoli che compongono il nuovo testo sono il bene e il rispetto della persona assistita, della sua volontà e dei suoi diritti, privacy compresa e della sua famiglia. Come specificato fin dai primi articoli infatti: “L’infermiere persegue l’ideale di servizio orientando il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività”. Non solo: “L’infermiere cura e si prende cura, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’uguaglianza della persona assistita, delle sue scelte di vita e della sua concezione di salute e di benessere”.

Tra le maggiori novità del codice, quelle che riflettono il nuovo ruolo professionale sia a livello di management che clinico, assunto dagli infermieri all’interno delle strutture sanitarie, sul territorio e anche nella libera professione. L’infermiere “partecipa al governo clinico, promuove le migliori condizioni di sicurezza della persona assistita, fa propri i percorsi di prevenzione e gestione del rischio e aderisce alle procedure operative, alle metodologie di analisi degli eventi accaduti e alle modalità di informazione alle persone coinvolte”. Inoltre, se l'organizzazione chiedesse o pianificasse attività assistenziali, gestionali o formative in contrasto con i propri principi e valori e/o con le norme della professione, l’infermiere proporrà soluzioni alternative e se necessario si avvarrà della clausola di coscienza.

Il nuovo Codice già inquadra la crescita professionale in vista con il nuovo contratto e prevede che l’infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, all'intervento e/o alla consulenza di infermieri esperti o specialisti, presta consulenza ponendo le sue conoscenze e abilità a disposizione della propria, delle altre comunità professionali e delle istituzioni. Ma riconosce anche che l'interazione e l'integrazione intra e inter professionale sono  fondamentali per rispondere alle richieste della persona. E l’infermiere inoltre ha anche l’obbligo di concorrere alla valutazione del contesto organizzativo, gestionale e logistico in cui si trova la persona assistita e formalizza e comunica il risultato delle sue valutazioni. 
Tra le previsioni del Codice, l’educazione sanitaria per i cittadini e la promozione di stili di vita sani, la ricerca e la sperimentazione, ma anche, per gli infermieri, gli obblighi di formazione e di educazione continua, argomento questo che per la prima volta entra a pieno titolo in un Codice deontologico.
Poi, l’infermiere è garante che la persona assistita non sia  mai lasciata in abbandono, se rileva privazioni o maltrattamenti li segnala all’autorità competente e si attiva perché ci sia un rapido intervento. E dal punto di vista professionale denuncia e segnala assieme al Collegio, l’abusivismo e le attività di cura e assistenza prive di basi e riscontri scientifici e/o di risultati validati.
Nel Codice c’è un chiaro riferimento alla comunicazione., anche  informatica: correttezza, rispetto, trasparenza e veridicità sono obblighi che l’infermiere deve rispettare.
Un capitolo importante è anche quello del fine vita: l’obbligo deontologico è di assistere la persona fino al termine della vita, tutelandone la volontà di porre dei limiti agli interventi che ritiene non siano proporzionati alla sua condizione clinica o coerenti con la concezione di qualità della vita e sostiene i familiari e le persone di riferimento nell'evoluzione finale della malattia, nel momento della perdita e nella fase di elaborazione del lutto.
 
Fonte: FNC

IN ALLEGATO LA PRIMA STESURA DEL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO DELL'INFERMIERE

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Pubblicato il 26/11/2016

“Bando Ricerca - Ausl Piacenza Anno 2016”

Il ruolo dei professionisti nella continuità assistenziale ospedale-territorio: strategie per sviluppare e gestire percorsi assistenziali orientati alla promozione
attiva della salute ed assicurare percorsi di cura “patient centred
”.

Possono presentare progetti di ricerca tutti i professionisti sanitari dell’area assistenziale dipendenti dell’AUSL di Piacenza che, oltre ad un progetto di ricerca adeguato e coerente con le tematiche previste, dimostrino competenze adeguatamente documentate nel settore di ricerca proposto. I progetti di ricerca possono essere
proposti da singoli o da gruppi di professionisti dell’area assistenziale , anche afferenti a diverse UU.OO. Sono favorite le aggregazioni in gruppo di più colleghi per un unico progetto. Ogni ricercatore può presentare un solo progetto all’interno del bando.
Vedere allegato
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Pubblicato il 25/11/2016

Bando - Master Professioni Sanitarie

L’AUSL di Piacenza mette a bando n. 15 Borse di Studio di 1.000,00 euro ciascuna, pari all’importo della seconda rata e la possibilità di rateizzare la prima in quote mensili detratte dallo stipendio, per dipendenti di ruolo che siano interessati alla frequenza di Master di particolare interesse per le attività aziendali

Vedi allegato

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Pubblicato il 24/10/2016

Nella sezione: "Proposte di lavoro" nuovi aggiornamenti

Pubblicato il 08/10/2016

Sanità di iniziativa a Piacenza, il progetto “Montagna solidale”: infermieri, fisioterapisti e assistenti sociali suonano il campanello di casa nelle alte valli

“Montagna Solidale” è un progetto sperimentale che a partire da un’azione di screening, si ripropone di dare una risposta immediata e concreta ai bisogni socio-sanitari della popolazione anziana residente nei comuni di montagna della provincia di Piacenza.

Target del progetto sono le persone anziane attualmente non in carico ai servizi sanitari, Socio-sanitari o sociali residenti nelle frazioni dei comuni di montagna della Provincia di Piacenza con un’età superiore a 74 anni che rappresentano una fascia di anziani fragili: persone ancora autonome, sebbene ad alto rischio di disabilità. 

Il progetto vede coinvolti attivamente due infermieri e due fisioterapisti dell’Azienda USL di Piacenza, i Sindaci e i servizi sociali dei comuni interessati, i MMG i cui assistiti risiedono nei comuni identificati e le associazioni di volontariato presenti sul territorio. 

La rilevazione del bisogno e quindi l’identificazione degli anziani fragili verrà attuata attraverso una valutazione multidisciplinare domiciliare effettuata da equipe socio-sanitaria composta da infermiere, fisioterapista dell’Azienda USL e assistente sociale del comune interessato con il coinvolgimento del MMG.

Oltre a rilevare il bisogno assistenziale, l’equipe svolgerà un percorso educativo finalizzato a prevenire l’insorgenza di complicanze, migliorare le condizioni delle persone anziane e ridurre lo stress del caregiver.
Attraverso il progetto sarà possibile quindi svolgere un’azione sperimentale finalizzata alla prevenzione degli incidenti domestiche. Per la prima volta all’interno della Regione Emilia Romagna verrà avviata un’attività di prevenzione delle cadute a domicilio delle persone e su un campione di popolazione a rischio. L’equipe multidisciplinare potrà provvedere a raccogliere i dati relativi al rischio di cadute (per esempio, la presenza di tappeti e la disposizione di mobili). Potranno quindi essere proposti una serie di accorgiment i mirati a sensibilizzare l’utente stesso, o i suoi familiari, a trovare delle soluzione più idonee al tipo di ambiente e al tipo di utente

Nella sezione: Foglio notizie articolo integrale

Pubblicato il 27/09/2016

Nella sezione: "Proposte di lavoro" nuovi aggiornamenti

Pubblicato il 21/09/2016

Emodialisi domiciliare: avvio di un progetto nella “ASP città di Piacenza” con l’equipe infermieristica dell’UO Nefrologia e Dialisi di Piacenza

Da lunedì 12 settembre, si è attivato un progetto che prevede il trattamento di emodialisi domiciliare ai pazienti residenti presso la struttura “ ASP città di Piacenza.”

La malattia renale cronica sta aumentando come incidenza in tutto il mondo, così come il numero di pazienti, sempre più anziani, che giunge alla insufficienza renale terminale con necessità di dialisi sostitutiva. La mancanza di autogestione e di care-giver  in grado di assistere i dializzati, comporta un notevole aumento della richiesta di trattamenti nei reparti di Nefrologia Dialisi, oltre al disagio per i pazienti stessi che devono recarsi  al Centro tre volte la settimana.

L’obbiettivo del progetto è garantire il trattamento emodialitico a pazienti anziani, non autosufficienti e fragili, residenti in struttura, affetti da malattia renale cronica terminale in trattamento dialitico extracorporeo.

Lo scopo è di  evitare ai pazienti il disagio del trasporti verso il centro Dialisi ospedaliero e prevenire eventuali episodi di scompenso cardio circolatorio, favorendo la de-ospedalizzazione dei trattamenti.

L’emodialisi domiciliare è un trattamento che si effettua a casa del paziente mediante l’utilizzo di un apparecchio dialisi, che non prevede l’uso di acqua osmotizzata per la preparazione della soluzione di dialisi e quindi facilmente erogabile in ambito extra ospedaliero.

Nel nostro Centro tale metodica, unica in Regione, è già utilizzata con successo da almeno 2 anni in tre pazienti (uno dei quali successivamente trapiantato).

Il trattamento si effettua per 5 giorni/settimana ed ha una durata media di 120’/150’ e prevede l’utilizzo dell’apparecchio Nx Stage System One, del circuito extracorporeo e delle sacche del dializzato.

L’equipe infermieristica e medica dell’U.O. Nefrologia e Dialisi di Piacenza, garantisce la presa in carico dei pazienti eleggibili per il trattamento emodialitico domiciliare e “porta fuori” dall’Ospedale la competenza specialistica, creando un percorso di continuità assistenziale e terapeutica.

In particolare, gli infermieri dell’U.O. Nefrologia e Dialisi di Piacenza, effettueranno i trattamenti nella struttura identificata e affiancheranno i colleghi dipendenti dell’ASP nel percorso di formazione verso una futura autonomia di gestione.

Il progetto rappresenta la realizzazione di una vera sinergia con le strutture territoriali ed un esempio di autonomia e competenza dei professionisti infermieri.

Dott.ssa Mirella Gubbelini

Direttore Assistenziale Aziendale USL Piacenza

 

Il Collegio IPASVI di Piacenza si congratula con l’AUSL locale, elogia la Direzione Assistenziale e apprezza  l'impegno dell’equipe infermieristica e medica dell’U.O. Nefrologia e Dialisi per il progetto innovativo e di integrazione tra professionisti a favore del “cittadino fragile

Pubblicato il 15/09/2016

Tavolo tecnico per la professione infermieristica: il contributo della Federazione Ipasvi

Gli infermieri nel nuovo modello di assistenza: le indicazioni del contributo della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi al documento finale del tavolo tecnico per la professione infermieristica.

Quattro nuovi ambiti per i professionisti infermieri nel nuovo modello dei percorsi di cura integrati tra ospedale e territorio e tra territorio e ospedale, senza dimenticare, evitandolo,  l’isolamento sociale che può essere causa di frequenti riospedalizzazioni: infermieristica di famiglia-comunità; assistenza infermieristica domiciliare;   assistenza infermieristica ambulatoriale; ospedali di comunità.

Fonte: FNC IPASVI

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Pubblicato il 09/09/2016

Gestire insieme la Cronicità: primo convegno FnomCeO-Ipasvi

Convegno al ministero della Salute in cui medici, infermieri e anche farmacisti hanno fatto il punto sulle modalità migliori per mettere in pratica il Piano nazionale cronicità la cui approvazione definitiva è in programma alla prossima Stato-Regioni

L’integrazione tra professioni  e tra queste e i pazienti è nei Codici deontologici: i medici ce l’hanno all’articolo 66 (rapporto con altre professioni sanitarie) e al 20 (relazione di cura); per gli infermieri è agli articoli 7, 14, 19, 21, 22, 23, 27 che parlano di tutela della salute e dell’autonomia dei pazienti, di interazione e integrazione interprofessionale come modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell’assistito, stili di vita, coinvolgimento dei pazienti nell’assistenza, informazione integrata multiprofessionale, continuità assistenziale.

Hanno aperto così le presidenti di Fnomceo e Ipasvi, Roberta Chersevani e Barbara Mangiacavalli il convegno organizzato dalle due Federazioni “Gestire insieme la cronicità”, in cui medici, infermieri e farmacisti hanno fatto il punto sulle modalità migliori per mettere in partica il Piano nazionale cronicità la cui approvazione definitiva è in programma alla prossima Stato-Regioni. Un convegno organizzato congiuntamente proprio per manifestare lo spirito di collaborazione tra le professioni, nell’interesse del paziente. 

Trasversalità, appropriatezza, sinergia, integrazione sono le parole chiave emerse dal convegno. 
“Si tratta del primo convegno organizzato insieme da Fnomceo e Ipasvi  -  afferma il Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani -. E abbiamo voluto dedicarlo a un tema, quello della cronicità, che sicuramente ci vede vicini per consentire un adeguato percorso clinico - assistenziale al paziente. Nasce da una lunga attività di collaborazione all’interno del Gruppo di Lavoro “rapporti tra professione medica e altre professioni sanitarie” che esiste in seno alla FNOMCeO”.
“Un piano di gestione della cronicità – aggiunge il Presidente dell’Ipasvi, Barbara Mangiacavalli -, non può non considerare, oltre all’appropriatezza clinica, anche l’appropriatezza organizzativa, che serve a dare al paziente la migliore assistenza sanitaria in condizioni ottimali, anche rispetto all’utilizzo delle risorse economiche e professionali”.
La cronicità è un problema emergente di sanità pubblica in tutti i sistemi sanitari avanzati, per il progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle patologie croniche.
Sono quasi 158, in Italia, gli “over 65” per ogni 100 giovani. La regione più “vecchia” è la Liguria, con un indice di vecchiaia di 242,7%, la più giovane è laCampania, con una sostanziale parità (I.V. 113,4%) tra anziani e giovani.
In un contesto del genere, la gestione della cronicità non può che essere fatta a tutti i livelli – clinico, assistenziale, sociale –, configurandosi come un percorso di qualità della vita a tutto tondo, che non può prescindere dal coinvolgimento del paziente, oltre che dalla collaborazione tra tutte le professioni. 
Ed ecco le regole: saranno cinque le fasi del Piano nazionale cronicità, partendo dalla stratificazione e targeting della popolazione di riferimento sino ad arrivare alla valutazione dei risultati, passando attraverso la prevenzione, la presa in carico del paziente e l’erogazione di interventi personalizzati.
“Il  nostro Piano segna una svolta importante nell’approccio alla malattia: la persona diviene il centro del sistema di cure – ha commentato Renato Botti, direttore della DG Programmazione sanitaria del Ministero della Salute -. È necessario quindi riprogettare i modelli assistenziali centrandoli sui bisogni “globali” del paziente e non solo su quelli clinici. In definitiva, bisogna trasformare un orientamento culturale, che già esiste, in regole di sistema”.
«Circa un milione a Regione per il supporto concreto agli ambiti progettuali, più le risorse per l’investimento massiccio sulle tecnologie necessarie, che auspichiamo potranno portare l’intero ammontare - parlo di cifre ancora approssimative - sui 50-60 milioni di euro», ha affermato.
«Quella che ci attende è soprattutto una sfida di sistema – ha aggiunto Botti -: i finanziamenti saranno certo importanti per sostenere singole funzioni, ma molte delle attività sono isorisorse. La vera scommessa è l’organizzazione o la riorganizzazione del lavoro e alcuni degli spunti contenuti nel Piano forniscano anche strumenti per facilitare la presa in carico. Penso a una maggiore flessibilità, da favorire anche mettendo a disposizione risorse per chi si voglia cimentare e in nuove attività: gli ambulatori dei Mmg, ad esempio, potrebbero diventare siti di erogazione di primo livello. Il Piano cronicità, insomma, contiene gli spunti per assegnare le risorse in modo coerente e per definire modalità organizzative e contrattuali stimolanti per tutti».
Secondo Rossana Ugenti, direttore generale delle Professioni del ministero, “solo con interazione e integrazione tra professioni si affrontano i problemi di salute e, soprattutto, la cronicità”.  Secondo Ugenti, la risposta all’ammalato cronico è soprattutto sul territorio e a domicilio e in questo senso la formazione dei professionisti va rivista perché sul territorio e a domicilio uno strumento essenziale sono le tecnologie a cui spesso non sono adeguati.  E medici e infermieri sono le due categorie professionali chiamate in prima linea ad attuare il Piano nazionale che punta su sfide molteplici: l’integrazione dell’assistenza offerta dalle diverse professionalità, percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) certi, un’armonica integrazione sociosanitaria, la domiciliarità, la telemedicina e la messa in rete di sistemi informativi che ancora oggi non sono dialoganti, la formazione degli operatori e la valorizzazione (enpowerment) del paziente. “E’ il momento di lavorare insieme – ha detto ancora – e in sinergia., integrandosi, con un unico riferimento al centro: il paziente. E un cambio di rotta dalla cura al prendersi cura di lui”.  “E per far questo – ha concluso -  è fondamentale una riprogrammazione dei fabbisogni, secondo le reali necessità basate sui numeri e su criteri reali e oggettivi, senza seguire logiche o interessi di parte”.
Le esperienze (in allegato) in questo senso ci sono e quelle illustrate al convegno sono relative ai Creg (Chronic Related Group) lombardi, al Chronic Care model in Toscana, all’infermiere di comunità come elemento strategico di welfare comunitario.
Accanto a medici e infermieri per assistere i pazienti sul territorio ci sono anche i farmacisti. I tre cardini su cui si muove la loro professione, ha spiegato il presidente Fofi Andrea Mandelli, sono la farmacia dei servizi, il fascicolo sanitario elettronico farmaceutico, l’aderenza alle terapie anche per rendere sostenibile il Ssn, con una razionalizzazione che, secondo Mandelli, si basa sul non sprecare quello che è prescritto. “Le figure professionali – ha concluso il presidente Fofi – sono di riferimento, perché sanno come aprire la strada del cambiamento, mantenendo dritta la barra verso l’etica”.
 
FILE ALLEGATI
Fonte: FNC IPASVI
Pubblicato il 07/09/2016

Fine vita, meno accanimento e più condivisione: le linee guida «Nice» tradotte in italiano

Le decisioni terapeutiche e assistenziali nel fine vita sono assolutamente personali e, di conseguenza, devono essere prese individualmente con la massima libertà dalle persone. Anche se la Costituzione afferma che nessuno può essere obbligato ad trattamento sanitario contro la propria volontà, nei fatti l'Italia continua a rimanere molto indietro rispetto ad altri paesi europei, perché non esistono leggi che regolano l'affermazione della volontà della persona in fine vita.
Accanto al vuoto legislativo sul tema, professionisti e organizzazioni sanitarie non dispongono di linee guida recenti e credibili per la gestione clinico-assistenziale di un momento della vita dove, indipendentemente dal setting dove è assistito il paziente (ospedale, domicilio, hospice, ecc.), la cura (cure) deve lasciare il posto all'assistenza (care), nel pieno rispetto delle scelte con la persona.
«Spesso, anche a causa di pressanti richieste di familiari e caregiver poco informati – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – l'assistenza alle persone in fine vita è caratterizzata da interventi diagnostico-terapeutici inappropriati non condivisi con il paziente, sconfinando nell'accanimento terapeutico che non rispetta preferenze e aspettative della persona, peggiora la qualità di vita e consuma preziose risorse. È indispensabile – continua Cartabellotta – identificare un professionista sanitario responsabile della comunicazione e del processo decisionale condiviso sul fine vita per dare alla persona e ai suoi familiari e caregiver informazioni accurate sulla prognosi, per chiarire ogni incertezza e fornire l'opportunità di discutere eventuali ansie e timori».

«In Italia – precisa Raffaella Pannuti, Presidente della Fondazione ANT – assistiamo a domicilio circa 4.000 sofferenti ogni giorno. Questi pazienti necessitano di una presa in carico globale, multi-professionale e personalizzata, che sostenga le famiglie nel far fronte ai bisogni complessi di tipo medico e psico-sociale».
Le linea guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), disponibili in italiano grazie alla traduzione realizzata congiuntamente da Fondazione GIMBE e Fondazione ANT Italia ONLUS, offrono un approccio sistematico e integrato alla gestione del fine vita nei soggetti adulti: dal riconoscimento della condizione alle strategie di comunicazione, dalle modalità per mantenere l'idratazione alla terapia farmacologica, dalla gestione della sintomatologia (dolore, respiro affannoso, nausea e vomito, ansia, delirium e agitazione, secrezioni respiratorie rumorose), alla prescrizione anticipatoria.
«Medici, infermieri, psicologi e tutti i professionisti sanitari che gestiscono persone in fine vita – concludono Cartabellotta e Pannuti – dovrebbero utilizzare queste linee guida per implementare percorsi assistenziali basati sulle evidenze, personalizzati sui bisogni del paziente e che tengano conto della sostenibilità economica».

Fonte: SANITA' 24 - IL SOLE 24 ORE SANITA'

Pubblicato il 07/09/2016

CIRCOLARE AGLI ISCRITTI

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Pubblicato il 06/09/2016

Toscana, Conferenza regionale Scienze Infermieristiche

Il 23 e 24 settembre, a Firenze, in occasione del Forum della Sostenibilità e Opportunità nel Settore della Salute, si terrà la Conferenza regionale Scienze Infermieristiche.
Si discuterà del ruolo dell’infermiere nel futuro: un’intera giornata dedicata alle nuove prospettive della professione negli spazi della stazione Leopolda di Firenze.

Peculiarità dell’appuntamento di quest’anno sarà il coinvolgimento di altre Regioni per confrontare strategie e progetti e per avviare processi di condivisione e collaborazione: un momento importante, in cui i responsabili politici e delle scelte del Sistema Sanitario di diverse Regioni italiane si metteranno a disposizione delle imprese per condividere obiettivi e progetti di innovazione e sviluppo.

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Pubblicato il 31/08/2016

Master in Management dei Servizi Sanitari e Socio-sanitari

Il giorno 13 Settembre alle ore 16.00 organizziamo un incontro per approfondire come questa iniziativa formativa è in grado di preparare un management competente e in grado di operare con successo nelle aziende sanitarie.
Si parlerà di management, di modalità di erogazione del corso e si risponderà ad ogni altra domanda.
Ti sarei grato se potessi inoltrare questa email anche ad operatori che possono essere interessati a questo tipo di formazione.
L’incontro del giorno 13 settembre pv alle ore 16.00 si svolgerà in Aula del Consiglio Università degli Studi di Parma, via dell’Università e sarà trasmesso in streaming (per informazioni nei giorni precedenti all’evento consultare il sito www.unipr.it)
Tutte le informazioni del corso e la domanda di ammissioni del corso sono rintracciabili sul sito www.unipr.it

 

Pubblicato il 30/08/2016

Riferimenti tariffari: in vigore il decreto anti-contenziosi

In vigore il decreto sui valori minimi di cui l’organo giurisdizionale deve tener conto nel caso di contenziosi, dal momento che in assenza di tariffari il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell’incarico dopo l'abolizione dei tariffari

Arrivano con il decreto 16 luglio 2016 n. 165, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 201 del 29 agosto (in allegato) e in vigore da oggi, 30 agosto, i nuovi livelli di riferimento per i compensi delle professioni sanitarie regolamentate nel sistema ordinistico dopo l’abrogazione dei tariffari stabilita dal decreto legge 1 del 2012, il decreto Competitività, secondo il quale entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge di conversione (24 marzo 2012) nel caso di «liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista andava determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante».

Fonte: FNC IPASVI

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Pubblicato il 25/08/2016

Terremoto: come possono intervenire gli infermieri volontari

 

La Federazione sta ricevendo numerose chiamate da parte di infermieri che vorrebbero offrirsi volontari nelle zone colpite dal terremoto del Centro Italia.

Per la nostra professione il coordinamento degli interventi è affidato a Cives Onlus che fa capo al Dipartimento della protezione civile, al quale è affidata l’organizzazione e la predisposizione degli accessi alle zone colpite dal sisma.

Gli infermieri e i Collegi che volessero avere maggiori informazioni e/o partecipare ai soccorsi possono inviare un’email alla casella di posta elettronica sismarieti@cives.org  – dalla quale avranno immediata risposta – realizzata appositamente per raccogliere e coordinare le adesioni dei volontari.

Pubblicato il 24/08/2016

Forte terremoto nel Centro Italia

Terremoto. Emilia Romagna invia 20 camion con attrezzature di emergenza.

Un primo modulo e’ partito questa mattina per raggiungere le localita’ colpite dal terremoto. È composto da tende che possono ospitare 250 persone, cucine da campo, una tensostruttura e altri servizi. A bordo un centinaio di volontari e tecnici. Bonaccini: “Pronti a dare il nostro contributo”.

L’Azienda Usl di Piacenza sta partecipando alla mobilitazione promossa dalla Regione Emilia Romagna per soccorrere la popolazione colpita dal sisma nell’Italia centrale. Sono stati messi a disposizione 5 posti letto di Rianimazione o terapia subintensiva, per eventuali necessità di pazienti provenienti dalle aree interessate. La direzione sanitaria si è inoltre attivata per verificare la disponibilità di medici di medici di emergenza urgenza o rianimazione da inviare nelle regioni terremotate, come da richiesta del coordinamento regionale.

L’Azienda USL di Piacenza si sta mantenendo in stretto contatto con Bologna Soccorso e la centrale 118 di Parma per aggiornamenti continui sulle necessità.
Sono poi attivi contatti diretti con Anpas e Croce Rossa per coordinare al meglio le attività. In particolare, le 14 Pubbliche assistenze del territorio aderiscono al coordinamento regionale e sono pronte a fornire uomini e mezzi in base alle richieste del livello nazionale e della Regione. La Cri di Piacenza ha già inviato alcuni volontari: il biologo Pilade Cortellazzi e l’infermiera Barbara Pighi, entrambi dipendenti della  Ausl di Piacenza, sono in partenza per le zone colpite dal sisma

Il Consiglio Direttivo del Collegio IPASVI di Piacenza manifesta profonda solidarietà per le popolazioni colpite ed è vicino ai colleghi coinvolti. Esprime un caloroso ringraziamento alle colleghe Barbara Pighi e Laura Cordani; ai tanti infermieri volontari che hanno già raggiunto le zone colpite dal terremoto per assistere la popolazione.

Pubblicato il 06/08/2016

Il 118 in Emilia Romagna: Collegi e Federazione per una strategia comune

I Collegi Ipasvi dell’Emilia Romagna e il Comitato centrale della Federazione concordano che le competenze agite dagli infermieri del 118 si fondano sui bisogni dei cittadini assistiti con le modalità più appropriate sul piano clinico e organizzativo. Incontro a Bologna

I Collegi Ipasvi dell’Emilia Romagna e il Comitato centrale della Federazione concordano che le competenze agite dagli infermieri del 118 trovano giustificazione nei bisogni dei cittadini che assistono con modalità riconosciute come le più appropriate sul piano clinico (linee guida di accreditate società scientifiche) e organizzativo (presa in carico integrata e multiprofessionale). 

E su questa linea i Collegi e la Federazione vigileranno affinché non si metta a rischio l’alto livello di assistenza garantito dagli infermieri e la prfessionalità che essi garantiscono, a favore dei cittadini, nell’emergenza.

Il punto lo hanno fatto a Bologna i presidenti dei Collegi della Regione e i componenti del Comitato centrale della Federazione in un incontro organizzato a seguito della presa di posizione della Federazione degli Ordini dei Medici della Regione sui protocolli infermieristici del 118, e la replica degli stessi presidenti dei Collegi Ipasvi della Regione.
L’incontro è stato organizzato per condividere il percorso e le strategie da attuare a tutela dei professionisti che operano all’interno del Sistema dell’Emergenza territoriale della Regione e, di conseguenza, per le possibili ricadute a livello nazionale.
 
Fonte: FNC IPASVI
Pubblicato il 03/08/2016

Circolare a tutti gli iscritti

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Pubblicato il 02/08/2016

Ecm, più flessibilità e ipotesi proroga per chi è indietro con i crediti

 Delibera della Commissione nazionale per la formazione continua sulle modalità di acquisizione dei crediti necessari per adempiere agli obblighi del triennio in scadenza 2014-2016.

Nell’ultima riunione della Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc) è stata approvata una delibera (in allegato) sulle modalità di acquisizione dei crediti formativi necessari per adempiere agli obblighi del triennio 2014-2016. In particolare, a tutti gli operatori verranno applicate le disposizioni previste per i liberi professionisti, dando la possibilità di acquisire, per singolo anno, i crediti in maniera flessibile. Resta invariato l’obbligo formativo di 150 crediti Ecm nel triennio per ogni singolo professionista del sistema sanitario.

Nel dettaglio, "ritenuto meritevole di certificazione il professionista sanitario che abbia acquisito crediti Ecm conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente nel triennio 2014-16, in analogia con quanto previsto per i liberi professionisti in base" ad alcune determine elencate, la Commissione nazionale per la formazione continua delibera "di applicare a tutti i professionisti sanitari le disposizioni previste per i liberi professionisti dalle determine della Commissione nazionale per la formazione continua del 17 luglio 2013 e del 23 luglio-10 ottobre 2014". E "ribadendo il principio della continuità dell'obbligo formativo", delibera di "demandare a una successiva delibera della Commissione la possibilità di prevedere eventuali modalità di concessione di una proroga del raggiungimento del fabbisogno formativo per i professionisti sanitari che non abbiamo acquisito la totalità dei crediti Ecm previsti per il triennio 2014-16, come stabilito per i medici competenti".
Una misura, quest’ultima, particolarmente attesa da chi non riuscirà, entro il prossimo dicembre, a raggiungere la quota minima di crediti.

Fonte: FNC IPASVI

   
Pubblicato il 01/08/2016

Ue: consultazione pubblica sulla regolamentazione delle professioni

01/08/2016 - La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere pareri e opinioni sui Piani nazionali di Riforma (PNR) delle professioni presentati dagli Stati membri. La consultazione è aperta fino al 19 agosto 2016

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere pareri e opinioni sui Piani nazionali di Riforma (PNR) delle professioni presentati dagli Stati membri.

I PNR illustrano le azioni che gli Stati membri hanno intrapreso o che intendono intraprendere per garantire una migliore regolamentazione delle professioni, nell’interesse dei professionisti e dei consumatori. I PNR sono il risultato finale dell’esercizio di trasparenza avviato nel 2014 attraverso il quale è stata condotta un'analisi sulla regolamentazione delle professioni, per verificare che le disposizioni normative nazionali fossero proporzionate e giustificate da un interesse pubblico, senza creare oneri aggiuntivi per i professionisti.
La consultazione è rivolta a tutti: amministrazioni pubbliche, categorie di professionisti e cittadini. 
L'intenzione è quella di conoscere l'opinione sulle specifiche modifiche proposte da ciascuno Stato membro:
•    se si pensa che siano necessarie altre modifiche non proposte dallo Stato membro, 
•    se lo Stato membro ha condotto un'adeguata analisi della regolamentazione e dei suoi effetti nella elaborazione del Piano nazionale di riforma 

Le osservazioni possono riferirsi ad uno qualsiasi dei Piani, non necessariamente a quello adottato dal proprio Stato membro, ed anzi, lo scopo della "valutazione reciproca" è proprio questo.

Inoltre, nel mese di ottobre 2015, la Commissione europea ha adottato una Strategia per il mercato unico dei beni e servizi, prevedendo delle azioni per il miglioramento della regolamentazione dei servizi professionali. Una delle iniziative annunciate è l'introduzione di un quadro analitico di valutazione per la regolamentazione di ausilio per gli Stati membri in fase di revisione della regolamentazione, al fine di garantire la proporzionalità delle misure adottate ai rischi che si vogliono difendere.
Su questa seconda iniziativa la Commissione ha progettato due diversi questionari: uno per le autorità competenti che si occupano della regolamentazione delle professioni e uno rivolto a tutti gli altri
Chi partecipa alla consultazione può esprimere la propria opinione circa:
•    la validità dell'applicazione di una simile analisi alla regolamentazione delle professioni; 
•    il valore aggiunto di tale analisi e il suo impatto sul quadro normativo generale delle professioni.

La consultazione è aperta sino al 19 agosto 2016.
Partecipa alla consultazione [questionario disponibile in italiano] 

Approfondimenti:
Riconoscimento delle qualifiche professionali
Consultazioni pubbliche

Fonte: FNC IPASVI

Pubblicato il 27/07/2016

Ambulanze con soli infermieri. I Collegi Ipasvi dell'Emilia Romagna rispondono ai medici: “Non servono appelli o allarmi, ma buonsenso e collaborazione”

Replica dei collegi Ipasvi dell’Emilia Romagna alla presa di posizione degli ordini dei medici regionali sulle linee guida per l’emergenza territoriale 118. “Non servono allarmi che in realtà non hanno nessuna giustificazione clinica e/o organizzativa reale”.

27 LUG - Leggiamo (senza stupore) la presa di posizione della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna, che assume un sapore più di difesa sindacale dei posti di lavoro – lecita, non c’è dubbio, anche se non da parte di un Ente deontologico-professionale – nel rivendicare la presenza di un medico su ogni mezzo di soccorso avanzato a tutela (reale) della professione e (presunta) della salute dei cittadini.
Giova ricordare, infatti, che l’iniziativa della Regione E-R di predisporre documenti per l'armonizzazione dei protocolli avanzati di impiego di personale infermieristico per lo svolgimento del servizio di emergenza sanitaria territoriale 118 non è nuova rispetto ad analoghe iniziative già in atto da tempo (circa 10 anni) e con soddisfazione dei cittadini, in altre Regioni (Lombardia e Veneto,  ad esempio). La stessa regione Emilia-Romagna, a macchia di leopardo, disponeva di mezzi di soccorso avanzato con infermiere (con competenze avanzate e algoritmi per la somministrazione di farmaci) dallo stesso periodo e i cittadini delle province di Piacenza, Modena, Bologna e della Romagna ne hanno potuto beneficiare pienamente.
Vorremmo tranquillizzare i cittadini che i documenti della Regione Emilia-Romagna, elaborati nel rispetto rigoroso delle norme vigenti richiamate nella delibera, avvalorati da un autorevole parere medico-legale e da quello delle società scientifiche medico-infermieristiche d’area emergenza/urgenza (IRC, SIMEU, ANIARTI, AMIETIP), rispondono in modo assoluto agli orientamenti internazionali in tema di emergenza territoriale.
Occorre ricordare che molti tra i più conosciuti medici italiani a livello internazionale dell’area dell’emergenza e dell’anestesia rianimazione assieme a 5.000 altri professionisti e comuni cittadini hanno firmato un documento di solidarietà ai medici che erano strati sospesi dall’OMCEO di Bologna per aver firmato i protocolli infermieristici, nel quale si legge “Il divieto di utilizzo da parte degli infermieri di strategie terapeutiche salva-vita codificate da linee guida internazionali, avallate da precise e protocollate prescrizioni mediche, in pazienti in imminente pericolo di vita, rappresenterebbe un passo indietro di decenni per l’Emergenza nazionale, esponendo – questa misura sì, regressiva davvero – a rischi inaccettabili la popolazione. Come professionisti coinvolti quotidianamente e da anni nel trattamento dei pazienti più gravi, negli ospedali e sul territorio, riteniamo sia tempo che questioni come questa, dotate di enorme impatto sia sulla salute che sulla opinione pubblica, vengano affrontate sulla base di dati scientifici consolidati, con il supporto di esperti del settore ed evitando di generare allarmismi nocivi per la popolazione e per il Sistema Sanitario nel suo complesso”.
Nei documenti della Regione viene individuato un infermiere, con formazione ed esperienza specifica, che si occupa di screening pre-ospedaliero dei sintomi di alcune categorie di persone soccorse, con attività che si sostanziano nella raccolta di “segni e sintomi” o nel sottoporre il paziente ad alcuni esami (quali l’elettrocardiogramma, la cui refertazione in telemedicina è garantita da figura medica, nei pazienti con dolore toracico), per accelerare i tempi della diagnosi medica e/o indirizzare il paziente verso il centro di cura più adeguato (i c.d. ospedali “HUB” per determinate tipologie di malattie).
La somministrazione precoce di farmaci salva-vita è prevista per pazienti con sindromi acute ed evolutive, in casi e con metodologie predefinite, quali l’abuso di oppiacei, l’ipoglicemia grave o le sindromi coronariche acute che non possono certamente essere garantite dai soli medici in quel rapporto di 1 a 60.000 abitanti previsto dalla norma o nelle aree più periferiche (e più lontane) dei nostri territori. Stesso discorso vale per l’effettuazione di particolari manovre salva-vita in sede di primo intervento, in particolare per la gestione dei pazienti in arresto cardiaco.
La posizione della Federazione Regionale dei Medici rispetto al tema del dolore, poi, appare davvero sconsiderata. Pensare ancora oggi che il dolore acuto sia “utile a chiarire la diagnosi” si pone in antitesi con tutta la letteratura internazionale che afferma esattamente il contrario. Davvero singolare che un organismo pubblico etico/deontologico affermi che il trattamento del dolore debba soccombere ad una “valutazione medica che possa annotare segni e sintomi e correlarli clinicamente a una condizione patologica”: il rilievo di segni e sintomi è a disposizione di tutti i professionisti sanitari appositamente formati, così come affermato dalla “Legge sul dolore” n.38/2010. La somministrazione di farmaci antidolorifici in fase pre-ospedaliera a pazienti con dolore severo è un atto di civiltà nei confronti degli assistiti affermato, tra l’altro, dalle Società scientifiche mediche SIIARTI, SIMEU, IRC, SIARED, SIS118, AISD, SICUT. In altre parole si vorrebbe che un infermiere soccorritore di una giovane diciottenne caduta durante una discesa nei nostri magnifici comprensori sciistici, che si presenta alla sua osservazione con dolore acuto ad un braccio e evidente alterazione anatomo-funzionale (per non parlare di frattura scomposta e abusare della prerogativa diagnostica dei medici) non possa (più) somministrare il trattamento antidolorifico prima di intraprendere un viaggio di diverse decine di chilometri in ambulanza tra le frane e gli smottamenti delle nostre strade appenniniche. Per fortuna sulle piste da sci c’è tanto ghiaccio da giustapporre sul traumatismo! Chi sarebbe disposto a dire alla ragazza in questione, che per la sua tipologia di trauma nessuna Centrale Operativa attiverebbe un’automedica o un elicottero e che ancora, nel 2016, dovrebbe tenere il dolore fino al primo Pronto Soccorso mordendo una cintura di cuoio? 
Gli interventi previsti dai protocolli, scritti e concordati con i medici dell’emergenza responsabili delle Centrali Operative 118 e con un nutrito gruppo di esperti che sanno bene quali siano le reali esigenze del servizio, garantiscono secondo evidenze codificate un intervento assolutamente rispettoso di tre parametri chiave: la rapidità dell’intervento, la stabilizzazione dell’assistito, la possibilità di prevedere in tempi ristrettissimi l’iter degli interventi successivi, necessari a garantire la salute e spesso anche la sua vita.
Forse il concetto di “algoritmo” preoccupa la Federazione Regionale, ritenendolo un meccanismo in grado di aprire porte professionali non proprie degli infermieri. La definizione stessa di algoritmo tuttavia, esclude questa possibilità: è un procedimento che risolve un determinato problema attraverso un numero finito di passi elementari, interpretabili in modo diretto e univoco dall'esecutore, richiede una quantità finita di dati in ingresso e la sua esecuzione deve avere termine dopo un tempo finito e deve portare a un risultato univoco. Quel che serve per un intervento immediato in grado di compiere quell’atto sanitario (non “medico”) per stabilizzare il paziente nell’emergenza, utile per consentire proprio al medico di compiere un atto complesso, questa volta di sua completa pertinenza, di diagnosi e terapia.  
Qual è quindi in realtà, se non quello di non poter “occupare” professionisti medici, il problema di un’ambulanza su cui ci sia il solo infermiere? Sia chiaro, non si sta parlando di professionisti qualsiasi, ma di infermieri formati e preparati ad affrontare le situazioni di emergenza con totale competenza e professionalità, capaci di atti in grado di fornire quella prima assistenza indispensabile spesso alla sua stessa sopravvivenza. L’occupazione di nuovi medici, poi, potrebbe avvenire esclusivamente con l’afflusso di Medici di Emergenza Territoriale (MET) che, utile sottolinearlo, dopo un percorso di studi esclusivamente teorico di 6 anni (il tirocinio per Medicina e Chirurgia è osservazionale) e un anno di praticantato prima dell’esame di stato (che potrebbe essere svolto in contesti del tutto difformi dell’emergenza come gli studi dei medici di medicina generale), affrontano un percorso formativo teorico-pratico di ben 3 mesi. Emergency is not time to learn.
Quello che serve al Sistema, invece, è che i medici, gli infermieri e tutti gli altri professionisti del sistema sanitario lavorino insieme, convinti che la qualità della nostra Sanità dipenda dalla collaborazione tra coloro che vi lavorano e operano quotidianamente e non dalla contrapposizione, come ha affermato di recente anche l’Assessore Regionale Venturi.
Non servono appelli al Ministro, ma buonsenso e collaborazione. Non servono allarmi che in realtà non hanno nessuna giustificazione clinica e/o organizzativa reale, ma la consapevolezza che un sistema sanitario efficiente, capace davvero di tutelare i cittadini, ha bisogno che tutte le sue componenti, che tutti i suoi professionisti, operino al massimo delle proprie capacità, senza che nessuno sia strumentalmente di intralcio all’altro.
Ma soprattutto cui prodest una battaglia in stallo che perdura da anni e che gli Ordini medici hanno già condotto a più riprese anche in sede giudiziale? Non certo ai cittadini che attendono risposte confidando in una chiamata al 118, in un trattamento rapido al pronto soccorso, in un’assistenza multiprofessionale sempre più di qualità, dalle corsie degli ospedali fino alle case della salute. La Regione Emilia-Romagna ha deliberato. Andiamo avanti.
Le stragi continue in mezza Europa nell’ancor vivo ricordo della tragedia del 2 agosto di 36 anni fa alla Stazione di Bologna, ci invitano alla ragionevolezza e, soprattutto, ci suggeriscono di essere pronti ad agire.
  
Maria Genesi
Ipasvi Piacenza 
Matteo Manici
Ipasvi Parma 
Orienna Malvoni
Ipasvi Reggio Emilia 
Carmela Giudice
Ipasvi Modena 
Pietro Giurdanella
Ipasvi Bologna 
Sandro Arnofi
Ipasvi Ferrara
Milena Spadola
Ipasvi Ravenna
Franco Gatta
Ipasvi Forlì-Cesena
Marina Mazzotti

Ipasvi Rimini

Fonte: Quotidiano Sanità

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Pubblicato il 19/07/2016

Cure chemioterapiche nelle case della Salute, il ruolo chiave dell'infermiere

 Da oggi parte un progetto sperimentale a Bettola, in provincia di Piacenza

Da oggi i pazienti della provincia di Piacenza con problemi oncologici non dovranno più fare molti chilometri per poter accedere alle cure chemioterapiche. Questo grazie agli infermieri ed all'integrazione con gli altri professionisti sanitari.
Nell’Azienda Usl di Piacenza, infatti, si sviluppano percorsi ed esperienze, all’interno delle case della salute, strutturati a livelli diversi di complessità, in risposta ai bisogni della comunità di riferimento e della specificità del territorio.
La complessità non viene intesa solo come l’insieme e le caratteristiche dei servizi e delle funzioni presenti nelle case della salute, ma soprattutto come livello di coordinamento e di integrazione tra programmi e percorsi.
Si sperimenterà nella casa della salute di Bettola un progetto terapeutico che vedrà l’integrazione tra il livello specialistico ospedaliero e territoriale, migliorando la qualità dell’assistenza erogata, sia in termini di fluidità del percorso, sia in termini di upgrading delle competenze dei vari professionisti coinvolti.
A partire da oggi si potranno erogare cicli di chemioterapia all’interno della casa della salute, a pazienti selezionati, che avranno quindi la continuità del trattamento oncologico da parte dell’equipe specialistica vicino al proprio domicilio.
In particolare, i pazienti verranno accolti dall’infermiere della casa della salute che effettuerà le valutazioni preliminari e i prelievi ematici necessari.
Gli esiti e la scheda di accettazione saranno visibili in un programma informatico condiviso, valutati dall’oncologo responsabile clinico in ospedale che avvertirà in tempo reale i pazienti.
Il giorno seguente l’equipe ospedaliera formata da un oncologo e da una infermiera si recheranno nella casa della salute per l’effettuazione dei trattamenti.
Si realizza in questo modo un percorso integrato, ospedale-casa della salute, attraverso una equipe di professionisti che operano in sinergia in due diversi setting assistenziali.
Il cittadino che necessita di questo tipo di terapie, in una situazione di fragilità e in un particolare momento della sua vita, particolarmente critico, troverà i professionisti che lo assistono nella “sua” casa della salute.
Il filo rosso che caratterizza le fasi e le prestazioni del percorso è la continuità terapeutica e la prossimità domiciliare, verso lo sviluppo di una vera e propria rete nella comunità.
L’equipe multidisciplinare formata da infermieri operanti nelle cure primarie, medici e infermieri dell’oncologia ospedaliera, rappresenta un esempio di reale integrazione tra ospedale e territorio, in risposta ai bisogni dei cittadini.

Fonte: FNC IPASVI

Pubblicato il 18/07/2016

Professione infermiere: la situazione Regione per Regione. Analisi Ipasvi

Analisi della Federazione Ipasvi sui dati del Conto annuale alla vigilia del contratto. Professione infermiere: le carenze, la condizione economica e occupazionale Regione per Regione. Il testo integrale dell'analisi  

 Gli infermieri sono troppo pochi per garantire sicurezza ed efficienza dei servizi: ne mancano circa 47mila per raggiungere livelli accettabili. Per di più, tagli alla spesa e blocchi del turn over ne hanno fatti perdere in cinque anni – tra il 2009 e il 2014 – quasi 7.500, con un’emorragia più forte nelle Regioni in piano di rientro: Campania, Lazio e Calabria da sole in questo periodo ne hanno 5.439 in meno, il 72,5% del totale.

Nella sezione "Foglio Notizie"il testo integrale della FNC IPASVI

Pubblicato il 14/07/2016

Cure Palliative Domiciliari: a Piacenza una équipe specializzata.

Grazie ad una Convenzione tra AUSL di Piacenza (soggetto capofila tramite l’U.O.S.D. Cure Palliative e Rete Cure Palliative), Fondazione di Piacenza e Vigevano e Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Piacenza, nasce a Piacenza il Progetto Cure Palliative Domiciliari.Obiettivo del Progetto è quello di ampliare l’attività clinico – assistenziale dell’U.O.S.D. Cure Palliative e Rete Cure Palliative, esistente dal 2011, con la creazione di una équipe specializzata che, in stretta collaborazione con il Medico di Medicina Generale e con l’Assistenza Domiciliare Integrata già esistenti sul territorio, rivolgerà la sua attività al sostegno di pazienti con bisogni complessi in fase avanzata di malattia o nel fine vita presso il proprio domicilio.L’equipe di Cure Palliative Domiciliari (CPD), costituita da un Medico palliativista(Giulia Mazzoni), un Infermiere con master in cure palliative (Silvia Bonfanti) e uno Psicologo (Valentina Vignola), integrandosi con l’assistenza domiciliare e coordinandosi con il MMG per la condivisione e il monitoraggio del piano assistenziale individualizzato, rappresenta una risposta concreta ai bisogni clinici, sociali, assistenziale e psicologici di quella fascia di popolazione che predilige come setting di cura quello domiciliare.La casa, infatti, rappresenta un contesto di vita e di cura che permette, quando possibile, il rispetto delle abitudini del paziente e garantisce il mantenimento delle relazioni intrafamiliari.Agli obiettivi assistenziali e di cura si affianca anche quello più squisitamente organizzativo di cercare di ridurre ricoveri ospedalieri inappropriati.Il modello assistenziale che ne deriva si basa sulla gradualità dell’intensità di cura e sull’integrazione di diverse figure professionali, arricchendo di competenze specialistiche la risposta ai bisogni assistenziali dei pazienti al domicilio.

Nello specifico, l’ equipe di CPD opererà come nodo all’interno della Rete Locale di Cure Palliative (RLCP), aggregazione integrata delle attività di Cure Palliative erogate in Hospice, in Ospedale, in ambulatorio, a domicilio e nelle altre strutture, in funzione dei bisogni del paziente e della sua famiglia, attraverso figure professionali con specifica competenza ed esperienza così come previsto dalla Legge 38/2010, dall’Accordo Stato–Regioni del luglio 2012 e dal successivo DRG 560/2015 “Riorganizzazione della Rete Locale di Cure Palliative” della Regione Emilia Romagna.

Il Progetto prevede una fase di start up della durata di 6 mesi (da luglio a dicembre 2016) durante la quale si avvierà la presa in carico domiciliare dei pazienti dimessi dai due Hospice presenti sul territorio piacentino (“La Casa di Iris” di Piacenza e “Una casa per le cure palliative” di Bongonovo Val Tidone); al termine di questo periodo di rodaggio, l’équipe di CPD valuterà le richieste di attivazione del servizio provenienti da Piacenza e Provincia, indipendentemente dal ricovero in Hospice.

 

Pubblicato il 13/07/2016

L’infermiere specialista arriva con il nuovo contratto: ecco l'atto di indirizzo

La previsione è contenuta nell’atto di indirizzo all’Aran messo a punto dal Comitato di settore Sanità delle Regioni. Agli ordinamenti didattici penserà il ministero dell’Università.

Nel nuovo contratto ci sarà il “professionista specialista”, laureato e con un master di primo livello nelle professioni sanitarie. E ci sarà un “professionista esperto”, quello che ha acquisito competenze avanzate grazie a percorsi formativi complementari regionali e le attività professionali svolte anche in base a protocolli concordati tra le rappresentanze delle professioni, di quelle mediche e dell’area sanitaria in generale. 

Gli aspetti economici del nuovo professionista specialista e di quello esperto saranno definiti al momento della revisione di tutte le funzioni di coordinamento e delle posizioni organizzative.
 
“Le Regioni e il ministero della Salute hanno mantenuto la promessa e la coerenza – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale Ipasvi -. La promessa era di dare un nuovo impulso alla valorizzazione delle professioni sanitarie seguendo le linee indicate, come anche lo stesso atto di indirizzo ricorda nelle sue premesse, nel Patto per la salute e nel recepimento di tutte le ultime direttive europee in materia. La coerenza perché sono state le Regioni le prime a sottoscrivere e approvare con la bozza di accordo Stato-Regioni ancora in sospeso e, in alcune realtà a rendere già operative, le nuove competenze degli infermieri.  Spetterà poi all’Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie, ricostituito presso il ministero dell’Università a marzo di quest’anno, prevedere i vari percorsi formativi, compreso, per la laurea magistrale il nuovo indirizzo clinico, implicito nella nuova figura di professionista specialista. La scelta del Comitato di settore conferma l’efficacia della politica portata avanti dall’Ipasvi e da ora in poi, quando il tavolo contrattuale sarà aperto, passa la palla ai sindacati che dovranno mettercela tutta per applicare, difendere e tutelare il lavoro dei nostri professionisti e di tutti gli operatori chiamati in causa nel nuovo modello di assistenza disegnato dalle Regioni. Tenendo presente che concertazione è la parola chiave. E collaborazione reale per continuare a lavorare fianco a fianco in un nuovo modello di sanità sicura, efficace, appropriata e sostenibile”
IN ALLEGATO GLI ATTI DI INDIRIZZO DEL PERSONALE E DELLA DIRIGENZAFILE ALLEGATI
Fonte: FNC IPASVI
 
Pubblicato il 13/07/2016

Contenzione meccanica. Mangiacavalli : “Da limitare ad eventi straordinari. Elaborati programmi per ridurla”

Così la presidente Ipasvi, nel corso di un'audizione in Commissione diritti umani al Senato, è intervenuta sul tema ponendo all’attenzione dei senatori specifici programmi di riduzione della contenzione elaborati da team infermieristici. "La contenzione può avere ripercussioni sul piano psicologico del paziente e dei familiari e determinare una sequela di conseguenze fisiche al paziente".

La presidente della Federazione nazionale Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, è stata ricevuta ieri in Commissione diritti umani del Senato per una audizione in materia di contenzione meccanica.  La Commissione, presieduta da Luigi Manconi, ha intrapreso dal marzo scorso un’attività di approfondimento su questo argomento attraverso una indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale. In questo ambito, è stato ritenuto opportuno affrontare il tema della contenzione, definita come “un particolare atto sanitario-assistenziale effettuato attraverso mezzi chimici-fisici-ambientali utilizzati direttamente sull’individuo o applicati al suo spazio circostante per limitarne i movimenti”.
 
La contenzione, oltre a rappresentare una limitazione della libertà della persona, può avere ripercussioni sul piano psicologico del paziente e dei familiari e determinare una sequela di conseguenze fisiche al paziente “contenuto”. Codice penale e Codice deontologico dell’Infermiere indicano, di conseguenza, che deve essere limitata solo a eventi straordinari e deve essere sostenuta da prescrizione medica o da documentate valutazioni assistenziali. Nello scorso maggio, anche il Comitato nazionale di bioetica si è espresso contro la pratica della contenzione nei confronti di pazienti psichiatrici e degli anziani, considerandola “un residuo della cultura manicomiale”.

Fonte: Quotidiano Sanità

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Pubblicato il 12/07/2016

MODELLO UNI/2016 ENPAPI

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Pubblicato il 28/06/2016

Cgil, Cisl, Uil, professioni sanitarie: competenze uguale qualità

Evento a Roma di presentazione  del documenti di richieste Cgil, Cisl, Uil al quale hanno partecipato anche Ipasvi, Fnco. Tsrm e Conaps. Gli interventi del ministro Lorenzin e del presidente del Comitato di settore Garavaglia

Nella sezione "Foglio Notizie" articolo intero

Fonte: FNC IPASVI

Pubblicato il 21/06/2016

Infermieri. Competenze avanzate, accesso al Ssn e carriera. Ecco la bozza del Tavolo ministeriale

Il primo documento emerso dalla riunione del 16 giugno ora all'esame della professione in vista del prossimo incontro del 15 luglio. “A carico dell’infermiere sussiste una responsabilità generale ed esclusiva su funzioni proprie nell’ambito della prevenzione, dell’assistenza e dell’educazione sanitaria, con un approccio globale alle necessità della persona”. Dalla clinica alla gestione ecco le novità in ballo. IL DOCUMENTO

Fonte: Quotidiano Sanità

Pubblicato il 17/06/2016

Case della salute: meno Pronto soccorso, più assistenza domiciliare

        In Emilia-Romagna, dove c’è una Casa della salute l’accesso al pronto soccorso per codice bianco è sceso in media del 26%, pur con andamenti differenziati nei territori. L’assistenza a domicilio degli infermieri ha registrato un +50%, quella dei medici di medicina generale (rivolta a persone perlopiù anziane, e affette da patologie gravi) è aumentata del 7%.
Sono alcuni dei dati emersi in occasione del convegno nazionale “La Casa della salute: esperienze e punti di vista. Percorsi di innovazione nell’assistenza primaria”, oggi in Regione, a Bologna.

Le Case della salute, frutto di un percorso di riqualificazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera avviata in Emilia-Romagna a partire dalla fine degli anni ’90, “non sono un’etichetta, ma una realtà di promozione del benessere più vicina al luogo in cui vive il cittadino; un nucleo dell’integrazione socio-sanitaria, in cui si garantisce un accesso e una gestione dei problemi rapida, sburocratizzata ed efficace- ha ricordato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in apertura del convegno-. Dall’inizio del mio mandato ad oggi sono state aperte una ventina di Case della salute. Oggi siamo a 81 e continueremo ad aprirne di nuove nei prossimi anni”.

“Le Case della salute rappresentano anche una scommessa culturale- ha ribadito l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, nel corso della tavola rotonda-. Noi dobbiamo lavorare per spiegare sempre di più l’importanza di questo cambiamento, di questa nuova modalità organizzativa dei servizi territoriali all’interno dell’evoluzione complessiva del sistema sanitario, e perché le Case rappresentino realmente la porta d’accesso alla sanità”.

Diretta twitter sul canale della Regione.

E diretta streaming della sessione pomeridiana: http://videocenter.lepida.it/videos/video/2318/?live=true

Qui la registrazione della sessione del mattino:

http://videocenter.lepida.it/videos/video/2315/?live=true
Le Case. Dati, servizi, caratteristiche

Un punto di riferimento certo per i cittadini. Una garanzia dell’accesso e dell’erogazione delle cure primarie, della continuità assistenziale, dell’attività di prevenzione. Con medici di medicina generale, specialisti, infermieri, pediatri di libera scelta, ostetriche, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, a servizio dei cittadini. Tutto questo, in estrema sintesi, sono le Case della salute, facilmente riconoscibili e raggiungibili dalla popolazione di riferimento (in Emilia-Romagna il 40% del totale). Dall’approvazione, da parte della Giunta regionale (febbraio 2010) delle indicazioni per le prime Case della salute a oggi (giugno 2016), le strutture funzionanti sono 81: 50 tra medie e grandi (il 61%), 31 piccole (39%). Quarantadue quelle programmate per i prossimi anni, di cui 22 hanno già un finanziamento previsto.

Pur nel rispetto di un modello organizzativo preciso, e quindi in presenza di denominatori comuni, tra le 81 Case funzionanti si registrano particolarità e peculiarità. Come le esperienze di continuità territorio-ospedale, rappresentate da Bettola (Pc) e San Secondo (Pr). La Casa della Salute di Bettola (Azienda Usl Piacenza) è la prima in Emilia-Romagna che da luglio garantirà al proprio interno un percorso oncologico con chemioterapia: un oncologo dell’ospedale andrà periodicamente nella struttura, dove effettuerà la terapia con un infermiere esperto in cure oncologiche. Questo percorso rappresenterà un vantaggio rilevante per la qualità della vita dei circa 100 pazienti (e dei loro familiari), che fino ad ora dovevano recarsi a Piacenza per sottoporsi alla chemioterapia.

Un altro esempio di continuità territorio-ospedale è rappresentato dalla Casa della Salute di San Secondo (Azienda Usl Parma) con l’Ospedale di Vaio. Questa Casa è stata la prima in Emilia-Romagna a garantire al proprio interno percorsi per pazienti affetti da sclerosi multipla e morbo di Parkinson, operando in stretta integrazione con i neurologi dell’Ospedale di Vaio.

Le Case della salute di Forlimpopoli (Azienda Usl Romagna) e Copparo (Azienda Usl di Ferrara) sono tra quelle che più hanno contribuito alla riduzione dei ricoveri ospedalieri per patologie croniche e l’accesso al pronto soccorso per codici bianchi.
Nella Casa della salute di Puianello (Azienda Usl di Reggio Emilia) si sta sperimentando un percorso “partecipativo” locale, che va oltre all’integrazione socio-sanitaria: propone infatti un laboratorio aperto ai contributi delle associazioni, del volontariato, delle istituzioni e dei singoli cittadini per attualizzare in pieno il concetto di comunità.

Già oggi nella Casa della salute di Castelfranco Emilia (Azienda Usl di Modena), oltre alle attività di carattere sanitario e socio-sanitario che caratterizzano l’assistenza ai pazienti cronici e fragili, si svolgono attività chirurgiche che riguardano più discipline, erogabili in regime ambulatoriale. Si tratta di interventi che, fino a poco tempo fa, venivano svolti in regime anche di ricovero. Tutto ciò testimonia l’elevato livello di complessità, anche tecnologica, che è possibile raggiungere in una Casa della salute.

Modernità e ampiezza (superficie complessiva di 4.500 metri quadrati) caratterizzano la Casa della salute di Casalecchio di Reno (Azienda Usl di Bologna), una delle ultime a essere inaugurate. Una struttura che si inserisce nel tessuto delle “Case” di Casalecchio (Casa della conoscenza, Casa della solidarietà, Casa per la pace). Una parte rilevante delle attività saranno dedicate alla medicina di iniziativa e ai percorsi di presa in carico delle cronicità, con particolare riferimento allo scompenso cardiaco cronico, al diabete, all’infarto miocardico acuto, al Parkinson, oltre che alle fragilità di carattere socio-sanitario.

  Fonte: ER

Pubblicato il 27/05/2016

Quota Albo anno 2016_ Scadenza bollettino 15 luglio p.v.

Abbiamo riscontrato ritardi da parte delle Poste nella consegna del bollettino per la riscossione delle quota Albo anno 2016. Si informa pertanto che la scadenza è stata posticipata al 15 luglio.

Pubblicato il 27/05/2016

Ddl Lorenzin: le novità tra nuove norme e il passaggio da Collegi a Ordini

La presidente della Federazione Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, fa il punto su cosa cambia per gli infermieri con le previsioni del Ddl Lorenzin nel testo approvato da Senato e con il passaggio da Collegi a Ordini professionali.

L’approvazione da parte del Senato del Ddl Lorenzin sulla riforma degli Ordini e la trasformazione degli attuali Collegi e delle relative Federazioni è un passo fondamentale non solo per una migliore e più corretta gestione dei professionisti dedicati all’assistenza sanitaria, ma  per la tutela stessa della professione.Il primo passo avanti per la professione infermieristica – ma non solo – è quello della trasformazione degli attuali Collegi in Ordini. Questo perché il riconoscimento ormai acquisito e universalmente affermato della nostra professione, non può prescindere da quello di un’organizzazione esattamente analoga a quella delle altre professioni intellettuali. Abbiamo le stesse regole, gli stessi diritti e gli stessi doveri e per questo dobbiamo e vogliamo avere lo stesso modello organizzativo e di gestione.La differenza poi la faranno i codici deontologici, che anche grazie alla nuova legge, una volta approvata definitivamente, acquisteranno maggiore rilevanza anche per il peso e le potenzialità che i nuovi Ordini avranno dal punto di vista del controllo e della loro applicazione e potranno essere aggiornati con maggiore e più regolare frequenza. La differenza la farà l’organizzazione a livello locale che la legge rende elastica proprio per questo in funzione della dimensione dei nuovi enti. E che per noi deve esserlo anche in base alle necessità del territorio. Ho già avuto occasione di ricordare a questo proposito che la porta aperta sulla possibilità di fusioni che superino gli attuali ambiti provinciali secondo la nuova legge costituzionale, c’è nel Ddl nel momento in cui si dà la possibilità ai futuri Ordini 'piccoli', quelli intorno ai mille iscritti, di accorparsi con altri per dar vita a Enti di dimensioni maggiori. In questo senso il nostro orientamento è per ora quello di lasciare liberi gli attuali Collegi e, ci auguriamo appunto, prossimi Ordini, di costituire coordinamenti regionali per garantire attività che riguardano l’ambito locale su cui insistono, mentre la capillarità della presenza a livello locale è stata mantenuta per consentire di affrontare più da vicino le necessità del territorio, la sua epidemiologia e i bisogni assistenziali di cittadini che spesso, specie nelle Regioni più grandi, possono essere diversi anche da una città all'altra, tra paesi perfino vicini.Fondamentale però in quella che sarà la nuova legge è il superamento, o meglio, l’ammodernamento della legge del 1946 che evidentemente non può essere la stella cometa per gli attuali e per i nuovi Ordini come è stata finora. Il diverso inquadramento degli enti, la loro possibilità di intervento anche disciplinare, una organizzazione più rispondente ai moderni canoni non solo degli enti pubblici, ma anche della programmazione sanitaria, fino ad arrivare a un meccanismo elettivo sicuramente più rispondente a criteri di completezza, ma soprattutto trasparenza, rendono la nuova legge non solo auspicabile, ma indispensabile direi, perché tutta l’attività di Ordini e Federazioni non sia decontestualizzata nei fatti dal divenire della società e del progresso professionale e scientifico. L’elemento forte della presenza degli Ordini è la tutela dell’assistito che si ottiene vigilando affinché l’iscritto abbia titolo al contatto diretto con lui, anche in caso con l’esercizio della magistratura interna.

Fonte: FNC IPASVI

Pubblicato il 26/05/2016

Si insedia alla Salute il "Tavolo tecnico per la professione infermieristica"

Prima riunione al ministero della Salute del "Tavolo tecnico per la professione infermieristica". Il documento finale dell'attuale tavolo ha come deadline la fine di giugno per una sua prima lettura.

 

Insediamento del "Tavolo tecnico per la professione infermieristica" al ministero della Salute: i rappresentanti sindacali e professionali della categoria assieme al sottosegretario alla Salute Vito De Filippo hanno tracciato le tappe che già prima dell’estate dovrebbero portare alla messa a punto di un documento su alcune delle questioni aperte per l’organizzazione e la riorganizzazione della professione.

“E’ un impegno preso che ho sostenuto con forza – ha detto De Filippo – soprattutto in considerazione del momento e della situazione della professione infermieristica, in continua crescita e in continuo divenire rispetto a ruoli e competenze. E’ una riorganizzazione in corso che richiede alla professione infermieristica un ruolo da protagonista molto più impegnativo, effetto anche della sua evoluzione ordinamentale e formativa: dall’ospedale per intensità di cure, agli ospedali di comunità e ai reparti a gestione infermieristica per cure a bassa intensità, al nuovo assetto delle cure primarie sul territorio ad iniziare dall’infermiere di famiglia, all’implementazione delle competenze avanzate e specialistiche degli infermieri ad iniziare dai Dipartimenti di emergenza e al sistema del 118, ma non solo.
Sono nuove funzioni e nuovi ruoli per gli infermieri, strategici per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie erogate dal Ssn, in un quadro di collaborazione e di integrazioni tra tutti i professionisti e gli operatori dedicati alla tutela della salute, medici compresi: in questo quadro si collocherà la mission di questo importante nuovo organismo consultivo del ministero all’interno della costituenda Cabina di Regia con tutte le rappresentanze sindacali e professionali del personale del Ssn, per il cui varo definitivo si stanno sollecitando le designazioni da parte di alcuni sindacati medici”.
Oltre alla delegazione della Federazione Ipasvi che parteciperà ai lavori del tavolo – di cui sarà coordinatore Maurizio Zega, Responsabile UOC Servizio Infermieristico Tecnico e della Riabilitazione Aziendale (S.I.T.R.A.) Policlinico A. Gemelli - alla riunione di insediamento per il Comitato centrale della Federazione sono intervenuti la senatrice Annalisa Silvestro, la vicepresidente Maria Adele Schirru, presidente anche del Collegio di Torino e Pierpaolo Pateri, presidente del Collegio di Cagliari e responsabile del coordinamento regionale Ipasvi della Sardegna.
 
Fonte: FNC IPASVI
Pubblicato il 25/05/2016

Ddl Lorenzin: l'Aula del Senato lo approva. Il testo passa alla Camera

Con 164 voti favorevoli, 27 contrari e 17 astensioni il Senato ha approvato poco fa, in prima lettura, il Ddl governativo n. 1324,contenente "Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di aggiornamento dei livelli di assistenza, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza del Ministero della salute"; la parola passa ora alla Camera. 

L'approvazione "veloce" del Ddl era già chiara all'inizio del dibattito in Aula giovedì scorso (VEDI) quando erano stati già approvati i primi tre articoli del provvedimento.

Fonte: FNC

Pubblicato il 25/05/2016

Piano nazionale cronicità: infermieri "manager" dell'assistenza

 L'ultima bozza del Piano nazionale delle cronicità parla chiaro: in ospedale e sul territorio ci sono due figure prioritarie a fianco del malato, il medico e l’infermiere.  Il primo come tutor nella diagnosi e nella scelta della terapia, il secondo 24 ore su 24 che seguirà il paziente in tutto il percorso necessario alla sua assistenza  

In ospedale e sul territorio a vegliare sui malati cronici ci sono due figure prioritarie: il medico e l’infermiere.  Il primo come tutor nella diagnosi e nella scelta della terapia, il secondo 24 ore su 24 seguirà, in un team di cui è anche care manager, il paziente in tutto il percorso necessario alla sua assistenza.

A tracciare i modelli di assistenza nelle malattie croniche è la bozza del Piano nazionale della cronicità, ormai quasi pronta per la firma di ministro e Regioni, anticipata da Il Sole-24 Ore Sanità (VEDI). La bozza di piano prevede modelli e figure che devono affiancare il malato cronico dal suo eventuale ricovero alla vita di tutti i giorni e illustra anche l’organizzazione di cura e assistenza per dieci patologie  specifiche:  malattie renali croniche e insufficienza renale; artrite reumatoide e artriti croniche in età evolutiva; rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn; insufficienza cardiaca cronica; 5. malattia di Parkinson e parkinsonismi;  BPCO e insufficienza respiratoria cronica; insufficienza respiratoria in età evolutiva; asma in età evolutiva; malattie endocrine in età evolutiva; malattie renali croniche in età evolutiva
Pubblicato il 27/04/2016

Infermieri commissari esterni Consip per la gara nazionale su aghi e siringhe

Saranno gli infermieri nella veste di commissari esterni Consip a decidere sulle offerte della gara per aghi e Siringhe a livello nazionale, il cui bando è stato pubblicato il 14 aprile.

Saranno gli infermieri nella veste di commissari esterni Consip a decidere sulle offerte della gara per aghi e Siringhe a livello nazionale, il cui bando è stato pubblicato il 14 aprile dalla società per azioni del ministero dell'Economia che si occupa dei beni e servizi  nella Pubblica amministrazione.

La gara, del valore di circa 40 milioni in 2 anni, avrà un massimale di fornitura (cioè il quantitativo massimo di beni acquistabili in convenzione) di circa 500 milioni di “pezzi” e coprirà il 30-35% del fabbisogno annuo della PA. Obiettivo: razionalizzare la spesa e fermare l’esempio “horribilis” di cattiva gestione per cui una siringa costa oggi tra 3 e 26 centesimi da una Regione all’altra.

Consip ha scelto tra i laureati del Servizio sanitario nazionale gli infermieri per questa categoria di presidi così come ad esempio alle apparecchiature diagnostiche penseranno medici e fisici sanitari, a quelle per la dialisi i nefrologi e ai dispositivi medici per le sale operatorie chirurghi e farmacisti ospedalieri.

La selezione avverrà con un  censimento nazionale per individuare, tra i funzionari di aziende sanitarie pubbliche, candidati al ruolo di commissario, esperti in sanità, che posseggano precisi e individuati requisiti

Per aghi e siringhe sono :
 
-       laurea in Scienze infermieristiche e ostetriche o equipollenti;
-       almeno 10 anni di esperienza nel settore infermieristico; esperienza in corso di almeno 5 anni in una delle seguenti Aree:
       o   Area critica (Terapia intensiva, Sala operatoria)
       o   Medicina e chirurgia
       o   Pediatria
-       partecipazione in qualità di commissario/consulente tecnico ad una o più gare di appalto e/o processi di valutazione aventi ad oggetto aghi e siringhe;
-       disponibilità a eseguire, presso la propria struttura di appartenenza, le prove in "vivo" sui dispositivi oggetto di gara.
L’iniziativa, sottolinea Consip,  interessa aghi e delle siringhe di “uso comune”, rispettivamente l’85% dei consumi e il 70% del valore complessivo della categoria. La gara sarà suddivisa in più lotti, uno per ogni tipologia di ago o siringa (ad esempio: aghi ipodermici per siringa con dispositivo di sicurezza, aghi a farfalla  con dispositivo di sicurezza, siringhe con ago misure speciali con meccanismo di sicurezza, siringhe per insulina di sicurezza con ago termosaldato) e non riguarderà i prodotti più specialistici per la complessità di alcune pratiche cliniche.
 
Il censimento è pubblicato sul sito www.acquistinretepa.it e il link per il download della documentazione (Censimento Commissari esterni Sanità) è il seguente:
 

Fonte: FNC IPASVI

Pubblicato il 24/04/2016

AUSL Piacenza: concorso per n. 5 infermieri

Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di n. 5 posti di “Collaboratore professionale sanitario – Infermiere – categoria D

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 33 del 26 aprile 2016 è stato pubblicato l’estratto del bando del concorso pubblico per “Collaboratore Professionale Sanitario – Infermiere” cat. D.

Lo stesso bando è pubblicato sul sito www.ausl.pc.it, sezione “assunzioni e collaborazioni”.

Le domande di partecipazione devono PERVENIRE all’Azienda USL entro le ore 12.00 del 26 MAGGIO 2016.

(vedi allegato)

 

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Pubblicato il 15/04/2016

Infermieri e medici dell’emergenza: lavorare in squadra nell’interesse dei pazienti

L’intesa tra Infermieri e Medici dell’emergenza è oramai cosa ovvia in Emilia Romagna e la rivoluzione in atto porterà di fatto verso percorsi sempre più autonomi dell’una e dell’altra figura professionale. E’ quanto emerso oggi a Piacenza nell’ambito del convegno sul tema “Medico e Infermiere: problematiche giuridico-deontologiche del lavoro d’equipe”, voluto dal locale Collegio Ipasvi e dal locale Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri

Ad introdurre i lavori sono stati Augusto Pagani, presidente dei Medici piacentini e Maria Genesi, presidente del Collegio Ipasvi di Piacenza.

Oggi nella Sala delle Colonne tantissimi erano gli Infermieri e i Medici presenti.

Ai microfoni di Nurse24.it il Presidente OMCEO, Dott.Pagani si è detto soddisfatto di quanto si è potuto realizzare a Piacenza e dell’intesa con il mondo infermieristico: “nel rispetto dei ruoli di ognuno, il Sistema sanitario regionale e nazionale non può prescindere da una intesa ferrea tra medici, infermieri ed altri operatori sanitari; oggi è un appuntamento storico per tutti, da questo momento si gettano le basi di una solida e duratura collaborazione tra i Medici Chirurghi ed Odontoiatri e gli Infermieri, sempre più preparati e pronti ad affrontare la sfida dell’assistenza di nuova concezione, basata sulle evidenze scientifiche e su un ritrovato rapporto umano; non voglio entrare nel merito di quanto accaduto a Bologna, ma vorrei sottolineare il fatto che è possibile operare in sintonia rispettando le reciproche professionalità; e poi basta con gli scontri, ora vogliamo gli incontri!”.

Genesi dal canto suo ha preso la palla al balzo e a Nurse24.it ha ribadito che “siamo una professione intellettuale e finalmente anche la classe medica se ne rende conto; i nostri giovani, ma anche gli Infermieri con più esperienza, sono sempre più preparati e non solo nel campo dell’emergenza/urgenza; non si deve aver paura dell’altro, ma si deve iniziare a cooperare nell’interesse del cittadino, utente finale che spesso è messo a disagio da inutili tentativi di boicottare l’intesa tra Medici, Infermieri e altre professionisti della salute; sono orgogliosa di aver organizzato questo incontro con l’Ordine dei Medici e della presenza fatta della Federazione nazionale degli Infermieri”.

Fonte: Nurse 24.it

Cliccando sul link i video della giornata
http://www.ordinemedici.piacenza.it/index.php/archivio-eventi/2448-medico-infermiere

       
Pubblicato il 08/04/2016

MASTER DI PRIMO LIVELLO IN “MANAGEMENT DELLA CRONICITA'”

Master per la Cronicità partito a Piacenza.  

La gestione delle malattie croniche è la nuova sfida della sanità. Si tratta di una vera emergenza: un quarto della popolazione è affetto da una delle malattie cosiddette croniche, come diabete, BPCO, scompenso e insufficienza renale. Se si considera anche l’ipertensione, si arriva a toccare il 55 per cento. “La metà di questi pazienti – evidenzia il direttore generale Ausl Luca Baldino – non segue il percorso di cura adeguato”. Ecco perché l’azienda sanitaria mira a potenziare le strutture sul territorio. “Dobbiamo sviluppare nuovi modelli assistenziali e attuare un nuovo approcci, passando dalla medicina d’attesa alla medicina d’iniziativa”. In questo scenario, le competenze infermieristiche assumono una valenza essenziale.
Il nuovo master di primo livello in Management della Cronicità è una prima risposta a queste esigenze e si rivolge agli infermieri già laureati.
I posti disponibili per il primo anno erano 15 e 13 sono gli iscritti, di cui diversi vengono da fuori provincia. “L’obiettivo di questa formazione di alto livello - spiega Leopoldo Sarli, presidente del master - è quello di preparare un infermiere esperto nella gestione della cronicità, per far fronte all’importante riorganizzazione nel settore territoriale e delle case della salute”.

Pubblicato il 24/03/2016

Casa della Salute di Podenzano, apre un ambulatorio infermieristico

Infermieri sempre più attivi per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Da mercoledì 23 marzo apre alla Casa della Salute di Podenzano un nuovo ambulatorio, a gestione completamente infermieristica. L'innovativo servizio garantisce la presa in carico dei cittadini, assicurando una continuità assistenziale tra ospedale e servizi sanitari territoriali. L'ambulatorio rappresenta infatti un punto di ascolto sanitario che consenta anche di facilitare l'accessibilità ai servizi. 
In particolare, gli infermieri effettuano medicazioni semplici e complesse, sostituiscono cateteri vescicali e forniscono indicazioni per la somministrazione di terapie farmacologiche e nutrizionali. Tra i servizi erogati anche l'istruzione ed educazione all’autogestione delle stomie e alla prevenzione e al trattamento delle lesioni cutanee croniche. Il personale infermieristico può inoltre essere di aiuto ai diabetici per l'autocontrollo dei valori della glicemia nel sangue. Ancora, l'ambulatorio offre consulenza in materia di prevenzione, cura e mantenimento del livello di salute e di autonomia. Gli operatori possono inoltre orientare il pubblico all'accesso e all'utilizzo dei servizi sanitari pubblici. 
Modalità di accesso
I cittadini si possono rivolgere direttamente all’ambulatorio infermieristico telefonando al n. 0523.538520 e lasciando in segreteria un messaggio con l'indicazione del proprio nome e recapito telefonico. Verranno richiamati dall’infermiera che concorderà con loro l’appuntamento in ambulatorio. L'attività viene svolta da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 12.

Pubblicato il 18/03/2016

Responsabilità professionale: le richieste degli infermieri

Audizione alla commissione Igiene e Sanità del Senato della presidente Ipasvi Barbara Mangiacavalli: linee guida aperte anche alle associazioni infermistiche, assicurazioni anche per responsabilità extracontrattuale e nomina Ctp e Ctu allargata agli infermieri tra i punti analizzati.

Settimana di audizioni in commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama sul Ddl 2224 e connessi (responsabilità professionale del personale sanitario). E dopo le società scientifiche, oggi è stata la volta delle Federazioni e del medici di famiglia.  

Nella sezione "Foglie notizie" articolo integrale

Fonte: FNC IPASVI

Pubblicato il 18/03/2016

Triage infermieristico per il servizio di Continuità assistenziale

Si arricchisce il servizio per l’utente che si rivolge alla Continuità assistenziale con una telefonata. Quando il cittadino chiama quella che forse è più nota con la vecchia definizione di Guardia medica, parlerà infatti con un infermiere, in grado di effettuare una precoce valutazione sanitaria e indirizzare la persona verso la risorsa più appropriata per il suo bisogno di salute. 
La novità del “triage infermieristico”, scattata in questi giorni, s’inquadra nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’attività del servizio di Continuità assistenziale dell’Ausl di Piacenza e si configura come un’esperienza pilota in Emilia Romagna
Come si ricorderà, ormai da oltre un anno l’Azienda Usl di Piacenza ha predisposto un centralino unico, che risponde al numero 0523/343000, che consente di attivare uno dei professionisti in servizio nelle diverse sedi territoriali. 
Come funziona la novità? Al cittadino che chiama la Guardia medica viene richiesto di fornire alcuni dati anagrafici a un operatore tecnico. La telefonata viene quindi passata all’infermiere di turno: l’intervento aggiuntivo di questa figura professionale è una garanzia per inquadrare nel miglior modo possibile il problema di salute della persona che telefona.
Le informazioni raccolte dall’infermiere saranno poi fornite, tramite una scheda informatizzata, al medico di Continuità assistenziale competente per il territorio. 
Il filtro dell’infermiere sarà però prezioso nei casi di maggior gravità: il professionista potrà infatti far scattare direttamente la segnalazione alla centrale operativa 118 e attivare più precocemente l’invio di un’ambulanza su posto laddove ne ravvisi la necessità. 
Gli infermieri che svolgeranno questa funzione hanno maturato negli anni una grande esperienza come operatori di centrale operativa 118 e quindi hanno sviluppato competenze per la valutazione telefonica di problemi sanitari.
“L’attività di triage si configura come competenza avanzata – evidenzia Mirella Gubbelini, direttore assistenziale dell’Ausl di Piacenza - come una diversa e più ampia modalità di “presa in carico” del paziente che permette risposte più incisive e appropriate alle mutate esigenze del contesto sanitario”. “Nell’ambito della continuità assistenziale, con l’attivazione del triage infermieristico, si mette in campo una gestione professionalizzante del percorso a ulteriore garanzia del cittadino”.
“Si tratta dell’ultimo tassello del progetto di riqualificazione dell’ex centrale 118 di Piacenza e della rete dell’Emergenza urgenza territoriale”, fanno notare il direttore Enrica Rossi e il coordinatore Stefano Nani. “Il triage infermieristico avviato a Piacenza si configura come un’esperienza unica in Regione, che permette ai nostri operatori di confrontarsi con nuovi obiettivi”. È una sfida che valorizza le loro competenze e l’esperienza maturata in un ambito, com’è quello dell’emergenza urgenza, complesso e spesso critico. 

Fonte: sito AUSL Piacenza

Pubblicato il 07/03/2016

Circolare a tutti gli iscritti

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Pubblicato il 07/02/2016

L’infermiere di famiglia: in Piemonte un progetto innovativo

Si chiama Consenso e ha l’obiettivo di aiutare gli anziani a vivere autonomamente nel proprio domicilio il più a lungo possibile: si tratta del modello di presa in carico di una fascia di popolazione sempre più rilevante, incentrato su di una figura professionale, l’infermiere di famiglia e comunità , per offrire supporto nelle attività della vita quotidiana, nella promozione dell’inclusione sociale, nella prevenzione degli incidenti domestici, nell’assistenza nelle terapie, nel monitoraggio dei vari indicatori di salute, come ad esempio la glicemia.

Alla pari del medico di base, l’infermiere di famiglia si frappone tra l’ospedale e il paziente. In sinergia con il medico, prende in carico il cittadino per patologie ed esiti che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero.

A darne notizia il portale della Regione Piemonte.

“La Regione Piemonte come capofila, in collaborazione con istituzioni pubbliche sanitarie e accademiche di Francia, Croazia e Austria, ha vinto questo importante progetto europeo all’interno del programma Spazio Alpino proponendo proprio il tema dell’infermiere di famiglia e comunità come supporto agli anziani in una società che cambia: dalla seconda metà del mese di febbraio cominceremo ad attuarlo ”- afferma l’Assessore Regionale alla Sanità, Antonio Saitta.

La formazione avviene tramite un master di primo livello in “Infermiere di Famiglia e di Comunità” di 1500 ore, delle quali un terzo resta dedicato a stage su contesti pratici.

Il budget complessivo del progetto è di 2 milioni di euro, la zona di attuazione è stata individuata nel Cuneese, in Val Maira e Valle Grana. Come funzionerà la sperimentazione? Sul territorio scelto, tutti gli anziani over 65 anni residenti, sia quelli con patologie o non autonomi, sia quelli in salute, vengono assegnati ad un infermiere di famiglia e comunità: il numero di anziani assegnati ad ogni singolo infermiere di famiglia e comunità verrà concordato in base alle peculiarità del territorio (dispersione, isolamento, viabilità) e alle attività che si deciderà di effettuare.

Non più di 500 anziani verranno assegnati a ciascun infermiere, che se ne occuperà a tempo pieno, anche attraverso periodiche visite a domicilio. La periodicità delle visite al domicilio sarà stabilita in base alle necessità dell’anziano. L’infermiere effettuerà una valutazione complessiva dei bisogni di ogni singolo assistito, mediante una check-list standard, in collaborazione con il medico di famiglia e, se presenti, uno o più famigliari.

“Mi aspetto che la sperimentazione funzioni e si dimostri utile per tutto il Piemonte – commenta Saitta. Un modello che da un lato produca riduzione della spesa sanitaria, grazie alla diminuzione dei ricoveri ospedalieri evitabili, e in generale al ricorso ai servizi sanitari, ma soprattutto il miglioramento della qualità della vita degli anziani. Per questo fin dall’inizio svilupperemo un modello di studio di popolazione impostato alla valutazione di efficacia. Il territorio delle Valli Cuneesi verrà confrontato con altri territori limitrofi in base a diversi indicatori di risultato: mortalità, ricoveri ospedalieri, istituzionalizzazioni, indicatori di qualità della vita, e verrà effettuata un’analisi economica del risparmio in termini di costi diretti e indiretti”.

La notizia è stata rilanciata oggi anche dal Corriere della Sera (link), definendo il progetto una vera e propria scommessa: “La maggioranza degli osservatori è d’accordo sulla tendenza che vede gli operatori del settore tra le figure professionali più richieste nel futuro. Non fanno eccezione gli infermieri, e così la Regione Piemonte ha deciso di scommetterci sopra. La maggioranza degli osservatori è d’accordo sulla tendenza che vede gli operatori del settore tra le figure professionali più richieste nel futuro. Non fanno eccezione gli infermieri, e così la Regione Piemonte ha deciso di scommetterci sopra”.

Pubblicato il 05/02/2016

Corsi FAD Ipasvi: si riparte dal 31 gennaio

Dal 31 gennaio al 31 dicembre 2016 sono disponibili sulla piattaforma Fadinmed.it cinque corsi gratuiti di formazione a distanza di qualità dedicati alla professione. Come accedere alla piattaforma e al singolo corso

Nell'ambito delle attività di informazione e formazione la Federazione nazionale Ipasvi ha deciso di garantire ai propri iscritti per il 2016 l'accesso gratuito a 5 corsi di formazione a distanza di qualità dedicati alla professione.I corsi, centrati sul modello del caso, sono disponibili sulla piattaforma FadInMed (www.fadinmed.it) e sono accreditati per infermieri, vigilatrici d'infanzia e assistenti sanitari.

A partire dal 31 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016 sono disponibili 3 nuovi corsi FAD oltre a 2 che vengono riproposti per il grande successo avuto lo scorso anno.
 
Nuovi corsi FAD 2016
  1. La sedazione terminale/palliativa: aspetti clinici ed etici (5 crediti ECM, codice ECM 149092)
  2. La gestione dell'incontinenza urinaria e fecale (5 crediti ECM, codice ECM 149096)
  3. Gestione e mobilizzazione del paziente in ospedale: problemi e soluzioni pratiche (5 crediti ECM, codice ECM 149097)
 
Corsi FAD riproposti per chi non li ha fatti nel 2014-2015:
  • Gestione delle linee venose (12 crediti ECM, codice ECM 149088)
  • L'evidence based practice nelle procedure infermieristiche (12 crediti ECM, codice ECM 149089)
 
Come accedere alla piattaforma
L'accesso ai corsi per gli iscritti all'IPASVI è semplice. 
1. Bisogna anzitutto passare dal sito della Federazione alla pagina http://www.ipasvi.it/fnomceo, compilando i dati si viene riconosciuti e da qui si arriva poi direttamente alla scheda di registrazione sulla piattaforma FadInMed.
2. Compilare la scheda di registrazione sulla piattaforma FadInMed (se non si è già registrati).
3. Si ricevono direttamente alla propria e-mail le password per entrare nel programma (N.B.: la casella di posta elettronica da utilizzare per lo svolgimento del corso deve essere ordinaria, non deve essere PEC).
4. Fatto ciò e per tutto il 2016 si può accedere direttamente alla piattaforma, all'indirizzo http://www.fadinmed.it/
Anche chi è già registrato alla piattaforma Fadinmed deve passare prima dalla pagina http://www.ipasvi.it/fnomceo sul sito della Federazione per il riconoscimento.
Come accedere al singolo corso
L'accesso al corso è semplice: una volta entrati sulla piattaforma FadInMed (dopo aver inserito le proprie password) basta cliccare su “Vai ai corsi” o su uno qualsiasi dei corsi disponibili nella colonna di destra per svolgere le proprie attività formative. 
Si ricorda che per quanto riguarda i corsi riproposti questi possono essere svolti da coloro che li hanno iniziati ma non superati nel corso del 2014/2015 e da tutti coloro che non li hanno mai fatti.
Pubblicato il 05/02/2016

Responsabilità: anche gli infermieri risk manager. La Camera approva il Ddl

Coordinatori del  risk management non saranno più solo i medici ma anche altro personale dipendente delle strutture sanitarie con adeguata formazione ed esperienza almeno triennale. Le modifiche approvate in Aula a Montecitorio, il testo e il Dossier del Servizio Studi della Camera

Coordinatori del  risk management non saranno più solo dai medici specializzati in igiene, epidemiologia e sanità pubblica o equipollenti o con comprovata esperienza almeno triennale nel settore, come prescrive la legge di stabilità 2016 che ha accolto lo stralcio di un articolo del Ddl anticipandone l’entrata in vigore, ma potrà essere svolto anche dai medici legali e da altro personale dipendente delle strutture sanitarie con adeguata formazione ed esperienza almeno triennale.

A prevederlo è il disegno di legge sulla responsabilità professionale ( "Delega al Governo per la modifica della disciplina in materia di responsabilità professionale del personale sanitario e per la riduzione del relativo contenzioso" , AC 259) approvato dall’Aula della Camera nella serata di ieri e che ora passa all’esame del Senato.  

Per gli infermieri, quindi, il Ddl apre le porte anche alla possibilità di assumere nuove responsabilità nella gestione del rischio, perché, come ripetuto da numerosi deputati durante l’esame in aula, quello sul paziente è un atto sanitario, senza esclusività e le responsabilità vanno a chi in un determinato momento e per un detrminato processo assistenziale assiste il paziente. 

La modifica, introdotta in Aula a Montecitorio prima del voto finale sul provvedimento anche grazie al precedente intervento sul relatore (Federico Gelli, Pd) della senatrice Annalisa Silvestro, non è la sola rispetto al testo uscito dalle commissioni.

Tra le altre, l'ambito di intervento della responsabilità professionale viene estesa anche alle strutture socio sanitarie, viene esclusa la possibilità di effettuare segnalazioni anonime al garante per il diritto alla salute, è rimandata a un decreto del ministero dello Sviluppo economico l'individuazione dei requisiti minimi e delle caratteristiche di garanzie per le polizze assicurative delle strutture sanitarie, che dovranno essere individuati anche per le forme di autoassicurazione e per le altre misure di assunzione diretta del rischio.

Sulle azioni di rivalsa, un emendamento del relatore Gelli ha previsto che quelle nei confronti dell'esercente la professione sanitaria possano avvenire solo per dolo e colpa grave ed è confermato il tetto massimo di 3 annualità lorde per agevolare la stipula di assicurazioni a prezzi calmierati. Infine, è escluso dall'iter il possibile intervento della Corte dei Conti.

Un’altra modifica prevede che i verbali e gli atti legati all’attività di gestione del rischio clinico non possano essere acquisiti o utilizzati nell’ambito dei procedimenti giudiziali e sempre in materia di responsabilità,  quella di tipo extracontrattuale, con il ribaltamento dell'onere della prova e prescrizione dimezzata a 5 anni, è stata estesa anche ai medici di medicina generale.

Infine il ruolo delle linee guida:  varranno come raccomandazione e dovranno essere indicate dalle società scientifiche e dagli istituti di ricerca individuati da un decreto del ministro della Salute e iscritti in un apposito elenco richiesta. Prima di essere pubblicate dovranno avere la  la “bollinatura” dell’Istituto superiore di Sanità, che le inserirà nel Sistema nazionale per le linee guida (Snlg). 

Il Ddl conferma l’obbligo di assicurazione per tutti - aziende Ssn, strutture ed enti privati operanti in regime autonomo o di accreditamento con il Ssn che erogano prestazioni sanitarie a favore di terzi e per gli operatori sanitari - ma nella versioe finale approvata alla Camera si estende la copertura anche per i professionisti che vanno in quiescenza, di cui le polizze dovranno tenere conto nella formulazione delle polizze. «In caso di cessazione definitiva dell’attività professionale per qualsiasi causa - è scritto - deve essere previsto un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i 10 anni sucecssivi e riferite a fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di operatività della copertura. L’ultrattività è estesa anche agli eredi e non è assoggettabile alla clausola di disdetta». In ogni caso, a tutela del paziente, «la garanzia assicurativa è estesa anche agli eventi accaduti durante la vigenza temporale della polizza e denunziati dall’assicurato nei cinque anni successivi alla scadenza del contratto assicurativo».

Per la lettura dei contenuti completi del disegno di legge, in allegato è riportato il testo definitivamente approvato e Dossier curato dal Servizio Studi della Camera, consegnato ai deputati prima dell’esame in Aula (e che quindi non contiene ancora i riferimenti alle novità descritte e presenti invece nel testo finale votato). 

FILE ALLEGATI
Pubblicato il 23/01/2016

In vigore la Tessera professionale europea: ecco come e dove richiederla

Dal 18 Febbraio 2016,  gli infermieri possono richiedere la Tessera professionale europea creando un account nel sistema IMI ((Internal Market Information) e presentando la domanda, allegando tutti i documenti in formato digitale. 

Questo il link a cui registrarsi per accedere al sistema di informazione del mercato interno (IMI):

http://europa.eu/youreurope/citizens/work/professional-qualifications/european-professional-card/index_en.htm

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Pubblicato il 23/01/2016

Competenze infermieristiche, CdM approva decreto legislativo

Recepita la normativa comunitaria che, tra l'altro, individua l'infermiere come responsabile dell'assistenza. 

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fonte: sito Fnc IPASVI

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Pubblicato il 03/01/2016

Barbara Mangiacavalli è il nuovo Direttore Socio Sanitario dell’ASST Bergamo Ovest

Barbara Mangiacavalli, Presidente della Federazione Nazionale Collegi IPASVI, è il nuovo Direttore Socio Sanitario dell’ASST Bergamo Ovest. La nomina è stata ratificata il 1 gennaio dal neo direttore generale Elisabetta Fabbrini. Obiettivo del nuovo ruolo è realizzare la continuità assistenziale tra l’area ospedaliera è quella territoriale

La nomina – che rappresenta un importante riconoscimento per la professione infermieristica – è stata ratificata il 1 gennaio a Barbara Mangiacavalli – fino a dicembre 2015 direttore Sitra del San Matteo di Pavia – dal neo direttore generale dell’ASST Elisabetta Fabbrini, bocconiana, fino a fine anno direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera ospedale di Circolo di Busto Arsizio, che ha confermato ai vertici dell’azienda il direttore sanitario Santino Silva e ha scelto come direttore amministrativo Flavia Bernini direttore amministrativo dell’Asl di Pavia.

Il nuovo ruolo di Direttore Socio Sanitario, istituito in Lombardia dalla Legge regionale 23/2015 di evoluzione del SSR, è nato con l’obiettivo di realizzare la continuità assistenziale tra l’area ospedaliera è quella territoriale, un ruolo quindi che esprime in modo completo gli obiettivi della Federazione e il ruolo della professione infermieristica nel Servizio sanitario nazionale.

L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Bergamo Ovest è nata dal 1 gennaio 2016 a seguito dell’entrata in vigore della Legge Regionale n. 23/2015. Alle ASST spetterà il compito di erogare le prestazioni sanitarie e socio sanitarie: dovranno garantire le prestazioni e le cure territoriali in sinergia con gli ospedali che confluiranno nelle Aziende stesse. L’obiettivo è così quello di passare dalla cura del paziente al “prendersi cura” con continuità del paziente, anche a domicilio.

Ogni ASST avrà un direttore generale unico, ma al proprio interno sarà suddivisa in due strutture tra loro distinte che avranno gestione e bilanci separati: il Polo ospedaliero affidato a un direttore sanitario e la Rete territoriale affidata a un direttore sociosanitario.

 

Fonte: sito FNC IPASVI

 

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Pubblicato il 23/12/2015

I Collegi IPASVI della Regione Emilia-Romagna incontrano il Presidente della Giunta Regionale Stefano Bonaccini e l’Assessore Politiche per la salute Sergio Venturi

I Presidenti dei Collegi IPASVI a cui sono iscritti 30.000 professionisti sanitari: infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari che operano nella rete dei servizi sanitari della Regione Emilia-Romagna, hanno incontrato il Presidente Stefano Bonaccini, anche nella recente veste di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e l’Assessore alle Politiche per la Salute Sergio Venturi.

All’incontro ha partecipato la Presidente della Federazione Nazionale IPASVI, Barbara Mangiacavalli, per sottolineare l’importanza delle scelte effettuate, e che si andranno ad effettuare, a livello socio-sanitario in Regione e che impattano in modo importante sulla salute dei cittadini e sullo sviluppo delle professioni sanitarie.

I Collegi IPASVI hanno la funzione istituzionale di tutela del cittadino e di garanzia della professionalità degli iscritti e sono fortemente interessati a costruire un dialogo aperto con la Regione per quello che riguarda i temi della loro formazione di base e specialistica, dell’organizzazione del lavoro nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della qualità dell’assistenza erogata a tutti i livelli di sistema.

Diversi i temi che sono stati presentati all’attenzione del Presidente e dell’Assessore.

L’evoluzione delle modalità assistenziali con il progressivo trasferimento di prestazioni dall’assistenza ospedaliera all’assistenza territoriale, richiede al sistema socio-sanitario di pensare a nuovi modelli organizzativi per continuare ad offrire servizi pubblici accessibili a tutti i cittadini: gli infermieri offrono le loro potenzialità attraverso un percorso di sviluppo delle competenze avanzate e specialistiche non più procrastinabile.

La recente normativa europea inerente l’orario di lavoro induce un coinvolgimento degli Ordini professionali al fine di continuare a fornire i servizi con gli elevati criteri di qualità che li hanno contraddistinti sino ad oggi, operando in sicurezza e con la compatibilità alle esigenze di riposo necessarie ai professionisti.

E’ necessario aprire un confronto sul ruolo strategico che l’infermiere può svolgere nella rete dei professionisti operanti nelle strutture stesse mettendo a disposizione l’esperienza sviluppata in anni di attività nelle strutture sanitarie.

I collegi IPASVI della Regione Emilia-Romagna hanno rappresentato la volontà di aprire con la Giunta un dialogo franco e aperto per discutere la collocazione delle Direzioni delle Professioni Sanitarie nei contesti organizzativi aziendali in evoluzione.

In allegato il comunicato stampa

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Pubblicato il 18/11/2015

Infermieri piacentini colpiti dall'alluvione

Se siete iscritti al Collegio Ipasvi di Piacenza ed avete subito danni causati dalla recente alluvione del fiume Nure, contattate la Segreteria del Collegio per avere l'esenzione dalla quota d'iscrizione 2016

Pubblicato il 29/10/2015

COMUNICATO STAMPA

A seguito delle notizia, pubblicate sul quotidiano  “ Libertà” del 28 Ottobre  sul  giornale on line Quotidiano Sanità del 29 Ottobre   con la quale si evidenzia che lo SNAMI regionale segnala che  “sarebbero stati presentato esposti alla Procura e aperto procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni medici  di Piacenza, Modena, Bologna e Ravenna, per aver redatto procedure e istruzioni operative che regolano l’intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, attribuendo al personale infermieristico compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo del medico”, i Collegi IPASVI della Regione Emilia Romagna, prendono posizione a sostegno ed a tutela dell’operato degli Infermieri impegnati nel Sistema dell’Emergenza Territoriale 118

COMUNICATO STAMPA

Respingiamo con forza la motivazione sottesa alle denunce alla Procura della Repubblica e ai procedimenti disciplinare verso i medici dell’emergenza che a Bologna, Modena, Ravenna e Piacenza, hanno redatto procedure e istruzioni operative che regolano l’intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, attribuendo al personale infermieristico compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo del medico.

Non si tratta infatti nel modo più assoluto di un’attribuzione di quell’ “atto medico” non meglio identificato e definito a cui si fa spesso strumentalmente riferimento, ma di una procedura operata dagli infermieri impegnati nel Servizio di Emergenza che garantiscono una professionalità e una risposta alla comunità, certificata da una costante e impegnativa formazione specialista secondo protocolli validati dalla letteratura internazionale.

Nessuno ha agito in autonomia o secondo scelte non lecite: ciò che è stato fatto fa parte di un’organizzazione ragionata, concordata e sottoscritta da tutte le componenti professionali coinvolte nell’emergenza-urgenza. Chi ha agito – medici e infermieri – lo ha fatto in base a precise linee di indirizzo validate, nell’interesse primario del cittadino e dell’efficienza dei servizi, che caratterizza l’eccellenza nel settore sanitario propria della Regione Emilia Romagna.

Ci auguriamo ora che questa spiacevole vicenda sia ridimensionata nelle sue cause e nei suoi effetti e che il servizio, il soccorso e l’assistenza possano riprendere il loro corso con quella serenità, efficienza ed efficacia di cui i cittadini per primi, ma anche le categorie professionali, hanno bisogno.

I Presidenti dei Collegi IPASVI dell’Emilia-Romagna

 

Sulla questione interviene anche Barbara Mangiacavalli, presidente FNC IPASVI: “Un atteggiamento che non tutela né i professionisti né i pazienti, ma fa da vetrina a situazioni che con l’assistenza, le cure e la corretta gestione dei servizio non hanno davvero nulla a che fare”, I presidenti dei Collegi dell’Emilia Romagna: “Nessuno ha agito in autonomia, ma tutto è stato fatto in base a un’organizzazione concordata.

“La polemica aperta da alcuni rappresentanti ordinistici dei medici sfociata in una denuncia alla Procura della Repubblica volta a prevedere provvedimenti disciplinari per i loro colleghi che in Emila Romagna hanno redatto procedure e istruzioni operative che regolano l’intervento di infermieri sulle ambulanze del 118, attribuendo al personale infermieristico compiti di diagnosi, prescrizione e somministrazione di farmaci soggetti a controllo del medico, rischia di minare alla base la vera assistenza che il Servizio sanitario nazionale eroga. Interventi drastici e polemiche che mettono inoltre in cattiva luce anche davanti ai cittadini, chi per questo lavora e ledono ancora una volta l’assistenza e le stesse categorie professionali”.
Secondo Mangiacavalli “è necessario fermare a tutti i costi questa spirale autolesionista che sta insinuandosi nella sanità pubblica al solo scopo di affermare primazie e domini che in realtà solo pochi ormai riconoscono come tali e che stanno impedendo al sistema una crescita tanto naturale, quanto indispensabile per migliorare prestazioni, servizi e anche la stessa spesa”.

Nel caso specifico dell’Emila Romagna, spiega la Presidente Ipasvi, si configura ancora una volta una vicenda analoga a quella già avvenuta in Toscana dove gli stessi Ordini dei medici che hanno avviato i provvedimenti, avevano denunciato un’organizzazione simile dell’emergenza urgenza, approvata con delibera dalla Regione.
Il ministero della Salute in quel caso espresse un parere in base al quale la Procura rigettò i ricorsi, sottolineando che “nel complesso sistema dell’emergenza-urgenza sanitaria l’art. 10 del DPR del 27/03/1992 … prevede che “il personale infermieristico professionale, nello svolgimento del servizio di emergenza, può essere autorizzato a praticare iniezioni per via endovenosa e fleboclisi, nonché a svolgere le altre attività e manovre atte a salvaguardare le funzioni vitali, previste dai protocolli decisi dal medico responsabile del servizio”.

Nel recepire queste indicazioni la Regione Toscana, nell’ambito dell’accordo quadro per l’attività di trasporto sanitario in Toscana, emanò linee di indirizzo che prevedevano un’ambulanza infermieristica, il cui equipaggio è tuttora costituito da un autista, due soccorritori volontari di livello avanzato e un infermiere con adeguato percorso formativo.

A questi protocolli, aggiunge, si è giunti facendo proprio quanto la comunità scientifica internazionale ha elaborato in materia, nella gestione di patologie traumatiche e non traumatiche, prevedendo le specifiche competenze dell’infermiere adeguatamente e preventivamente formato: oltre alla formazione e alle competenze dell’infermiere laureato, sono previsti ulteriori interventi formativi per accrescerne le competenze professionali e metterlo nelle condizioni di poter esprimere la propria professionalità in questi contesti.

“Ci auguriamo – conclude la presidente Ipasvi – che la vicenda segua lo stesso copione di quella Toscana. Resta tuttavia davvero preoccupante questo atteggiamento che non tutela né la categoria professionale né i pazienti, ma fa da vetrina a situazioni che con l’assistenza, le cure e la corretta gestione dei servizio non hanno davvero nulla a che fare”.

Pubblicato il 20/09/2015

Bando Master Formatori Tutor clinici

Nella sezione " Foglio Notizie" il link del bando della II edizione del Master Formatori Tutor clinici organizzato in collaborazione con Agenzia sanitaria e sociale RER

          

Pubblicato il 15/09/2015

Alluvione

Il consiglio direttivo IPASVI, in rappresentanza degli infermieri piacentini, esprime vicinanza ai concittadini coivolti negli eventi alluvionali che hanno colpito il nostro territorio.

Pubblicato il 01/08/2015

Offerta formativa Università degli Studi di Parma

 Avviso agli iscritti

In allegato la scheda informativa dell'offerta formativa dell''Università degli studi di Parma". I bandi per il nuovo anno accademico verranno pubblicati sul sito 
dell'Università entro il 3 agosto 2015

(http://www.unipr.it)

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Pubblicato il 27/07/2015

Ai Colleghi Liberi Professionisti

Cari Colleghi,allego nel download la circolare Enpapi inerente all'obbligo di presentazione entro il 10 settembre p.v. del Modello UNI/2015 inviata al Collegio. La Presidente Maria Genesi

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Pubblicato il 09/07/2015

SENTENZA CASSAZIONE E RIMBORSO TASSA ISCRIZIONE COLLEGIO: ALCUNI CHIARIMENTI

Riportiamo quanto comunicato dalla Federazione Nazionale IPASVI in merito alla sentenza 7776/2015 della Cassazione. In attesa di ulteriori chiarimenti  da parte degli Organi Competenti, il Collegio IPASVI di Piacenza informa coloro che volessero procedere, che è possibile autocertificare il pagamento della quota di iscrizione all’Albo.

Si ricorda comunque che il termine di prescrizione è di 5 anni ai sensi dell’art. 2948 del codice civile.
Di conseguenza ogni iscritto potrà dichiarare di essere in regola con i pagamenti al Collegio e fare autonomamente i dovuti calcoli di quanto corrisposto.

VEDI ALLEGATO IN DOWNLOAD

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